Perchè allenarsi con le armi?

Pubblichiamo la nostra traduzione dall'inglese all'italiano, grazie al nostro associato Claudio Penazzo,  dell'articolo "Why train Weapons?" pubblicato sul

blog "Talking Chen Taijiquan with David Gaffney" al seguente link:

http://chentaijiquanworld.blogspot.it/2017/10/why-train-weapons.html

 

 

PERCHÈ ALLENARSI CON LE ARMI?

 

L'addestramento con le armi è da sempre una parte essenziale nel curriculum del praticante dello stile Chen. All'epoca della sua creazione, lo stile Chen di Taijiquan è stato concepito essenzialmente per sviluppare le abilità marziali e militari degli abitanti del villaggio di Chenjiagou. Senza ombra di dubbio l'allenamento deve aver giovato sensibilmente alla salute dei Taiji boxers, ma non era questa la principale ragione per l'addestramento, bensì lo sviluppo delle abilità marziali. Al tempo di Chen Wangting le pistole dovevano ancora far la loro comparsa: le armi tradizionali erano ancora portate sul campo di battaglia e usate come arma di combattimento.

 

Oggi, le forme con armi di varie arti marziali cinesi sono viste dalla maggioranza delle persone esclusivamente come esercizio dimostrativo da praticare in un parco. Vedere in questo modo le forme di armi dello stile Chen dimostra una comprensione superficiale della loro natura profonda. All'interno di ogni forma di arma dello stile Chen risiede un complesso insieme di concetti di addestramento marziale. Oltre a movimenti sinuosi e flessibili, le forme comprendono azione dinamica, rapidi cambi di velocità, violenti colpi, e movimenti di taglio o spinta energici.

 

Visto nell'ottica di un sistema di addestramento, l'allenamento con armi completa la pratica a mani nude dello stile Chen di Taijiquan amplificando alcuni aspetti essenziali dei prerequisiti dell'arte marziale. Per esempio, la mente e l'intenzione devono essere estese per tutta la lunghezza dell'arma; i movimenti devono restare morbidi, agili e efficienti allo stesso tempo, pur mantenendo il controllo su un oggetto pesante; il lavoro di gambe deve essere energico e reattivo per permettere rapidi cambi nella sequenza di combattimento. Il Taijiquan stile Chen ha sviluppato forme per l'utilizzo di parecchie armi, praticate tutt'oggi, tra cui Spada (jian), Sciabola (dao), Lancia (qiang), Alabarda (guandao), Bastone, Doppia Spada, Doppia Sciabola e Doppia Mazza di ferro.

 

ARMI CORTE

 

Nella storia delle arti marziali cinesi, la spada è una delle armi più antiche. Gli archeologi hanno ritrovato spade databili all'Età del Bronzo e, quando fu dissotterrato l'Esercito di terracotta, nei pressi dell'antica capitale cinese di Xian, riconducibile alla dinastia Qin, datata  oltre duemila anni fa, gli ufficiali e i generali scoperti erano rappresentati armati di spade.

 

Nel Taijiquan  stile Chen, la spada usata è generalmente leggera e con lama flessibile. Per lo spadaccino del Taiji Chen, la vittoria in battaglia è affidata alla propria abilità, precisione e rapidità. 

Il Taijiquan stile Chen prevede una sola forma di spada dritta composta da quarantanove posture. Questi quarantanove movimenti possono essere suddivisi in tredici tecniche base: spinta verso il basso (zha); spinta frontale o verso l'alto (ci); colpire di punta ruotando il polso (dian); tagliare (pi); affettare alla propria altezza o obliquamente e verso l'alto (mo); spazzare (sao); parata su una traiettoria circolare (hua); deviazione circolare con la punta all'insù (liao); appendere (gua); spingere verso l'alto (tuo); spingere (tui); intercettare (jie); sollevare l'arma dell'avversario oltre la testa (jia)”.

 

La flessibilità della spada permette allo spadaccino efficiente di infliggere ferite da angoli diversi utilizzando tecniche differenti. La sua grande versatilità ha portato al detto “Non esiste buco in cui la spada non possa entrare, e non esiste buco in cui nessuno possa entrare”.

 

Le diverse armi aiutano ad allenare i differenti aspetti e qualità essenziali per perfezionare il “corpo Taijiquan”.  L'addestramento della spada Chen consente al praticante di sviluppare l'abilità di emettere energia in maniera rilassata attraverso la punta della spada. Aiuta anche a creare un Corpo Taiji efficiente, con l'allenamento costante, che favorisce lo sblocco delle grandi articolazioni, soprattutto di anche e spalle, così come aiuta ad aumentare l'elasticità di polsi e mani.

Un'altra arma corta nel Taijiquan stile Chen è la sciabola. Facilmente distinguibile dalla spada, che ha doppio taglio ed è leggera, la sciabola ha il taglio su un lato ed è pesante. La forza, esprimibile come risultato della struttura della sciabola, ha portato a movimenti di taglio più larghi, di espansione, maggiormente basati sulla potenza. Come esteriorità, l'uso della sciabola viene descritto come il “tagliare una montagna”,  tradizionalmente paragonata a una tigre feroce, dai movimenti più diretti e più facilmente comprensibili della spada dritta. Questo concetto è espresso dal detto nelle arti marziali cinesi “ Dao (la sciabola) è come la tigre feroce, Jian (la spada) è un drago che nuota”.

 

La forma di sciabola del Taijiquan stile Chen è breve e di natura dinamica. Pur  classificata come una delle armi corte nel sistema di codificazione, la sciabola può coprire distanze sorprendentemente ampie utilizzando salti e balzi esplosivi. I movimenti possono essere eseguiti in diverse maniere a seconda dell'obiettivo ultimo della pratica. La forma viene spesso eseguita in posture ampie e basse, per allenare il corpo, aumentando forza e velocità.  In termini di esercizio fisico complessivo, i balzi e salti esplosivi hanno parecchio in comune con la moderna tipologia di esercizi Pliometrici usati dai migliori atleti contemporanei. Semplicisticamente la combinazione di forza e velocità equivale a potenza.  Per molti anni allenatori e atleti hanno cercato di migliorare la potenza per migliorare la performance atletica. Per tutto il secolo scorso, ma sicuramente anche da molto prima, salti flessioni e piegamenti sono stati utilizzati in vari modi per migliorare le capacità atletiche.

Recentemente questa tipologia di allenamento focalizzato su potenza e esplosività è stata denominata Pliometria. A Chenjiagou, i rappresentanti del Taijiquan hanno capito molto tempo fa questa tipologia di pratica tesa a potenziare la reattività esplosiva dell'individuo.

 

Quando ci si allena per il combattimento, tuttavia, l'utilizzo di posture molto aperte non consente la destrezza e flessibilità della parte inferiore del corpo richieste in un vero scontro. I praticanti di  Taiji che cercano l'applicazione pratica studiando la forma di sciabola sono soliti tenere posture più alte per ottenere una maggior motilità. Di conseguenza, per raggiungere sia l'applicabilità marziale che il beneficio per la condizione fisica, i praticanti di Chenjiagou si allenano tradizionalmente partendo da diverse posture e regolandosi su differenti altezze.

 

ARMI LUNGHE

Il Taijiquan stile Chen ha sviluppato, oltre alle forme per arma corta, una serie di forme di arma a lungo raggio, tra cui, la alabarda, il bastone lungo e “la Regina delle Armi”, la Lancia. Una frase citata spesso riflette il livello di difficoltà e la complessità contenute nella forma di lancia : “cento giorni per praticare con la sciabola, mille giorni per praticare con la lancia”.

 

Conosciuta anche come “Lancia del fiore di pero e bastone della scimmia bianca” (Li Hua Qiang Jia Bai Yuan Kun), la lancia nel Taijiquan stile Chen è praticata in una forma che include l'uso sia come lancia che come bastone. La routine risale ai tempi di Chen Wangting, rendendola quindi una delle prime forme di Taiji. Nella sua esaustiva descrizione del Taijiquan, “Origine, Evoluzione e sviluppo della boxe delle Ombre” (The Origin, Evolution and Development of Shadow Boxing) Gu Liuxin cita le prove raccolte dallo storico Tang Hao, secondo il quale i testi del famoso generale della dinastia Ming Qi Jiguang avrebbero avuto una profonda influenza su Chen Wangting nella sua opera di creazione del Taijiquan. Il libro di strategia militare di Qi, a sua volta, documenta le tecniche di lancia della famiglia Yang relative alla forma 24 di lancia. La famiglia Yang cui ci si riferisce è quella di una famosa donna guerriera della dinastia Song, che utilizzò la forma per sconfiggere i suoi parenti maschi, da non confondersi con la famiglia Yang dell'omonimo stile di Taijiquan.

 

La primissima versione della forma di lancia della famiglia Chen seguiva la sequenza dei 24 movimenti della versione della famiglia Yang, riprendendone sia posture che nomi.

La sua unicità successiva derivò dalla applicazione dei principi contenuti nei movimenti del Taiji al metodo esistente. Negli anni seguenti, la forma di lancia nello stile Chen si è evoluta da 24 a 72 posture, aggiungendo una varietà di movimenti relativi all'uso della lancia come bastone.

 

Osservando un Maestro esperto eseguire la forma di lancia risultano ovvie le radici marziali della sequenza. Il ritmo complessivo è sostenuto, potente, diretto e rapido, con pochi movimenti eseguiti lentamente. Ai giorni nostri è altamente improbabile che qualcuno si trovi nella necessità di usare la forma di lancia nel suo originale intento di strumento di combattimento. Ciò nonostante questa sequenza della famiglia Chen resta uno strumento di allenamento estremamente efficace. La pratica con la lancia affina le abilità a mani nude, migliora l'equilibrio per mezzo di intricati passi in rapida successione, così come sviluppa la forza della parte superiore del corpo, e la flessibilità complessiva.

 

Conosciuta sotto diversi nomi tra cui “La sciabola di Primavera e dell'Autunno”, “La sciabola della Luna crescente del Dragone Verde” o semplicemente “Il grande coltello”, l'alabarda è una delle armi più antiche mai codificate in una forma. Caratterizzata da movimenti forti e potenti, è un'arma larga e pesante che richiede un alto livello muscolare della parte superiore del corpo e un solido radicamento a terra per esser manovrata agilmente. L'alabarda nel Taijiquan stile Chen allena il praticante a muoversi e essere reattivo in ogni direzione. Al praticante contemporaneo quest'arma consente un legame tangibile coi primi giorni della storia del Taijiquan. Strumento preferito di Chen Wangting, come ci dice la Genealogia della famiglia Chen Wangting, alias Zhouting, fu un cavaliere verso la fine della dinastia Ming, e un studioso agli inizi della dinastia Qing. Conosciuto nella provincia di Shandong come maestro di arti marziali, e per aver sconfitto oltre un migliaio di banditi, creatore degli stili di lotta a mani nude e con armi della scuola Chen. Era nato guerriero, come testimonia la alabarda che usava in combattimento.

 

Mentre di solito i nomi identificano un movimento preciso, per le forme di altre armi o quelle a mani nude, l'alabarda presenta l'unicità di aver un poema di sette caratteri, a struttura di canzone, per ognuno dei trenta movimenti della sequenza. Presi tutti insieme i poemi raccontano le gesta del Generale Guan, un famoso guerriero vissuto durante il turbolento periodo della storia cinese dei Tre Regni  (25–220 d.c.) Di conseguenza, ogni volta che la forma viene praticata, le sue imprese vengono riportate in vita.

 

I praticanti di oggi non devono sottovalutare l'importanza dell'esercizio con armi, vista la possibilità tangibile di contatto con lo stretto legame che esse offrono con le passate generazioni.  Queste sequenze di armi sono contemporaneamente estetiche e pratiche. Artisticamente belle a vedersi,  sono fisicamente impegnative e complesse da eseguire. La maggioranza delle forme di arma non è cambiata poi molto dai tempi di Chen Wangting, per cui esse rappresentano una finestra sulle origini e un forte legame col passato per gli attuali praticanti del Taijiquan.

 

Traduzione di Claudio Penazzo, A.S.D. TAIJI-TO

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Due incontri di dicembre 2017

Ecco alcune foto scattate durante i due nostri incontri : le prime durante l'intervallo del seminario di sabato 9 dicembre.

 

E le seconde di mercoledì 27 Dicembre durante il buffet successivo alla proiezione del docufilm "Masters of Heaven and Earth"

 

 

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Intervista a Chen Bing

Pubblichiamo la nostra traduzione dall'inglese all'italiano, grazie al nostro associato Claudio Penazzo,  della intervista a Chen Bing da parte di China's World Martial Arts Union, dapprima tradotta in inglese da Davidine Sim e pubblicata sul blog "Talking Chen Taijiquan with David Gaffney" al seguente link:

http://chentaijiquanworld.blogspot.it/2017/02/chen-bing-speaks.html

Davidine Sim & Chen Bing
Davidine Sim & Chen Bing

Chen Bing parla apertamente dei suoi esordi nel mondo del Taijiquan. In particolare: la percezione del Taijiquan durante l'infanzia; l'influenza dei suoi zii Chen Xiaoxing e Chen Xiaowang; capire cosa sia il Taijiquan; i problemi che arrivano con la massiccia propagazione del Taijiquan. 

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Chen Bing a Torino (2017)

Seminario con Chen Bing a Torino, 2 Marzo 2017

Grazie alla Chen Bing TaiJi Academy Italia anche quest'anno abbiamo avuto l'opportunità di organizzare un seminario serale con Chen Bing a Torino giovedì 2 Marzo 2017, nel quale abbiamo studiato la prima parte della forma Lao Jia Yi Lu, dello stile Chen del TaiJiQuan. Pubblichiamo di seguito le testimonianze fotografiche e video, per le quali ringraziamo Massimiliano Todisco, membro della nostra Associazione.

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Chen Bing a Torino (2016)

Seminario con Chen Bing a Torino, 5 Maggio 2016

Grazie alla Chen Bing TaiJi Academy Italia abbiamo avuto l'opportunità di organizzare un seminario serale con Chen Bing a Torino giovedì 5 Maggio 2016.

Pubblichiamo di seguito le testimonianze fotografiche e video, per le quali ringraziamo Cristian: http://www.mcdigital.it/

Seminario con Chen Bing, Torino, 5 Maggio 2016, A.S.D. TaiJi-TO, Chen Bing TaiJi Academy Italia
Seminario con Chen Bing, Torino, 5 Maggio 2016, A.S.D. TaiJi-TO, Chen Bing TaiJi Academy Italia
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Uno sport per tutti: il Tai Ji Quan

12 incontri gratuiti aperti a tutti per praticare il Tai Ji Quan (Tai Chi Chuan)

Il progetto è stato completato: un bilancio dell'iniziativa

Dal 7 al 25 settembre 2015 nei parchi, piazze e palestre della Circoscrizione 1 Centro-Crocetta di Torino, che ha concesso il suo patrocinio, la nostra associazione ha proposto il progetto: "Uno sport per tutti: il Tai Ji Quan",

per incentivare i cittadini ad uno stile di vita attivo tramite la conoscenza e pratica del Tai Ji Quan (Tai Chi Chuan), arte marziale cinese e attività sportiva

per il benessere.

Il progetto, nell' ambito delle iniziative per Torino2015 Capitale Europea dello Sport

e per la Move Week 2015, ha compreso ben 12 incontri gratuiti aperti a tutti, 4 a settimana per 3 settimane consecutive, parte in palestra e parte all'aperto, in una sorta di "Tai Ji Tour" nella nostra Circoscrizione1.

Inoltre nel fine settimana di sabato 12 e domenica 13 abbiamo portato il nostro progetto nella Festa dello Sport Torino2015 partecipando alle iniziative organizzate nella Circoscrizione 1 e in centro Città.


Tramite i semplici questionari compilati dai partecipanti ad ogni incontro 

abbiamo riscontrato un pressochè unanime gradimento delle attività

svolte negli incontri; vi forniamo di seguito qualche statistica sugli incontri e sui partecipanti, tenendo conto che non sono state contate le numerose partecipazioni di coloro che già fanno parte dell'Associazione.


Numero di incontri: 11  (1 incontro all'aperto annullato per pioggia)

Numero totale di partecipazioni: 62

così distribuite:

  1 persona ha       partecipato a 6 incontri

  2 persone hanno partecipato a 4 incontri

  7 persone hanno partecipato a 2 incontri

34 persone hanno partecipato a 1 incontro


Numero netto di persone che hanno partecipato ad uno o più incontri: 44


Fasce di età:


fino a 18      :   1

da 18 a 30   : 10

da 30 a 40   :   9

da 40 a 50   :   7

da 50 a 60   : 10

da 60 in su  :   6

non indicata :  1


Incontro all'aperto con la maggior partecipazione:

11 partecipanti il giovedì 10 settembre al giardino Cesare Valperga di Masino (Clessidra) 


Incontro in palestra con la maggior partecipazione:

14 partecipanti il venerdì 18 settembre in via Gozzi 7


Di seguito alcune foto degli incontri:

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In piazza Solferino

Alcuni scatti fotografici per la realizzazione del manifesto con cui promuoveremo il nostro progetto "Uno sport per tutti: il Tai Ji Quan" che si svilupperà a settembre nella Circoscrizione 1

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Cena sociale, Giugno 2015

Giovedì 11 giugno 2015 ci siamo trovati per la nostra cena sociale 2014-5,

è stata una bella serata e ringraziamo tutti i partecipanti! Ecco qui sotto alcune foto scattate al ristorante :-)

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Eventi di Giugno 2015

Ecco alcune foto, seguite da due video della forma 13 :-)

Forma 13 con Antonella, Giusi, Vanessa, Maria Teresa, Massimo, Marco, & special guest Roberto Mais Istruttore a.s.d. Daomei

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Eventi di Maggio-Giugno

(ultimo aggiornamento: 03/6/2014)

 

 

 

 

 

Da fine Maggio fino a metà Giugno 2014 la nostra associazione partecipa a degli eventi pubblici a Torino: sono delle belle occasioni per incontrarci, conoscerci e praticare insieme. Ecco gli eventi per i quali abbiamo informazioni definitive:

"San Salvario ha un cuore verde"

Sabato 7 Giugno, dalle 10 alle 17, nel viale centrale

di corso Marconi, tra via Belfiore e via Principe Tommaso, zona San Salvario.


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Inizio corsi a Torino,zona centrale

Sala Via Gozzi
Sala Via Gozzi

Ad ottobre la nostra associazione ha ripreso i consueti corsi di TaiJiQuan, a Torino e ad Asti. Abbiamo scattato alcune foto presso le sedi dei corsi nella zona centrale di Torino:

 

all'oratorio San Felice, in via Gozzi 7, angolo Corso Bolzano, proprio di fronte alla nuova stazione ferroviaria e della metropolitana di Porta Susa,

Sala Via Dego
Sala Via Dego

e al centro civico di via Dego 7, alla Crocetta nel quadrato delimitato da corso Luigi Einaudi, corso Mediterraneo, via Cristoforo Colombo e corso Duca degli Abruzzi, che da quest'anno è stato assegnato ad un gruppo di associazioni torinesi allo scopo di realizzare e proporre attività aggregative per i cittadini del quartiere.

Sala Via Gozzi
Sala Via Gozzi

Per informazioni sui corsi vi segnaliamo le pagine specifiche,

via Gozzi e via Dego;

contattateci tramite i riferimenti che trovate nella pagina Contatti.

 

Marco

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Eventi di Maggio-Giugno

Torino, da venerdì 28 a domenica 30 giugno, "Mappamondo" al Borgo medievale

Mappamondo 2013-Torino, Borgo medievale

A Torino nel fine settimana che va da venerdì 28 alle 17:00 fino a domenica 30 giugno alle 20:00 la nostra associazione parteciperà attivamente al festival "Mappamondo", culture di viaggio, culture in viaggio, che si terrà presso il Borgo Medievale. Cliccando sull'immagine a destra potete consultare il sito dedicato all'iniziativa, in particolare consultate la sezione "Il Programma" dove troverete gli orari delle nostre presentazioni che si terranno sulla terrazza San Giorgio: saranno 4 eventi, uno al mattino e uno al pomeriggio nei giorni di sabato e domenica.

Inoltre per tutta la durata del festival disporremo di un tavolo informativo con distribuzione di materiale cartaceo per la promozione dell'associazione.

Tutti i Soci (Salvo D'Acquisto, WayA, Cascina Roccafranca, Rayneri, Gozzi) sono invitati a presenziare e a partecipare alle presentazioni! :-)

Per ulteriori info potete lasciare un commento in coda a questo articolo, oppure scrivere a info@taiji-to.org , oppure chiamare al 333 3968655.

Alcune foto...

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Seminario TSD e presentazione libro

(Clic per ingrandire)

Nel fine settimana del 27 e 28 Aprile a Torino l'A.s.d. TaiJi-TO propone due eventi importanti, entrambi con la partecipazione del M° Gianfranco Pace, direttore tecnico ITKA:

  1. Seminario di TSD (TaiJiQuan Self Defence system)
  2. Presentazione del libro :
    "Canone illustrato del TaiJiQuan della famiglia Chen", a cura di Amanda Carloni, curatrice e traduttrice dal cinese del libro.

 

SEMINARIO DI TSD (Taijiquan Self Defence System)
condotto dal M° Gianfranco Pace, in tre sezioni, presso la palestra di Via Chiala 14 a Torino:
Sabato 27 aprile, mattino ore 10-13
Sabato 27 aprile, pomeriggio ore 16.30-19.30
Domenica 28 aprile, mattino ore 9.30-13.30

 

Quota di partecipazione € 200 (€ 70 per singola sezione)

Preiscrizione via email a info@taiji-to.org

 

Presentazione de "Il canone illustrato del TaiJiQuan della famiglia Chen"

di Chen Xin, tradotto in italiano da Amanda Carloni.

L'evento gratuito si terrà alle ore 17.30 di domenica 28 aprile presso il locale "La Barricata", in via Giulia di Barolo 48, condotto dalla stessa traduttrice 

Amanda Carloni, e seguito da un intervento dimostrativo del M° Gianfranco Pace.

 

Per dettagli e approfondimenti potete lasciare un commento qui di seguito, oppure scrivere a info@taiji-to.org

 

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Seminario M°Pace, Somma Lombardo 5-7 Aprile

Carissimi,

unitamente al Maestro Monica Isotta vi invitiamo al seminario che il Maestro Pace terrà dal 5 al 7 Aprile a Somma Lombardo.

In allegato troverete la locandina dell'evento e tutte le informazioni riguardanti le tematiche trattate, gli orari ed i costi.

Un saluto ed a presto!

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Luca Negretti

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Bel video di Chen TaiJiQuan di una ragazzina di 7 anni

Ho trovato su fb la segnalazione di questo video e non posso fare a meno di condividerlo con Voi...che ci sia di stimolo per la nostra pratica!

Fateci sapere cosa ne pensate, aggiungete il vostro commento a questo articolo...

Marco

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Torino, Ottobre 2012 - 3° Appuntamento del corso istruttori TSD System-Alcune riflessioni

Lo scorso weekend si è svolto il terzo dei quattro appuntamenti del corso biennale di TSD System (Taijiquan Self Defence System) tenuto dal M° Pace a Torino: dieci ore di intenso studio e pratica tra venerdì e domenica in un clima di attenzione, desiderio di apprendere e mettersi alla prova e, almeno da parte mia, con lo stupore che mi accompagna da anni ad ogni appuntamento di studio con il M°.

Dieci ore naturalmente intervallate dal consueto approccio che si riscontra nei nostri seminari: lavoro duro in pedana e nelle pause… pasti frugali, a nanna presto e mai un sorriso.

Nel caso qualcuno non conoscesse bene l’ITKA è meglio che precisi: “lavoro duro” è vero… il resto un po’ meno :-)

 

A 24h dal termine dell’incontro e dopo aver metabolizzato un po’ gli eventi del weekend, avverto il bisogno di fare qualche considerazione a mente fredda, perché ho la sensazione di vivere qualcosa di importante e il desiderio di condividere l’esperienza.

 

Il TSD è un sistema per la difesa personale; il “mercato” offre molteplici corsi e sistemi, di varia estrazione, alcuni legati a discipline tradizionali, altri più moderni e di sintesi di differenti discipline, nell’ottica ormai abbastanza consolidata di differenziare i sistemi di combattimento in arti marzialisport da combattimento e difesa personale.

Io, ad es., non ho grandi esperienze nella difesa personale e anche se le avessi mai mi permetterei di criticare questa o quella scuola, perché è nella testa di chi insegna e di chi pratica e nei principi di studio che applica ciò che da valore ad una disciplina; come dire: una pianta meravigliosa può nascere tra i rovi e anche nel giardino più bello e curato l’erbaccia è sempre in agguato.

 

Di una cosa però sono sufficientemente certo: qualunque disciplina, sport, arte tu pratichi nessuno ti dirà: “sii rigido!”, “agitati più che puoi!”, “muoviti a scatti e in modo sconnesso!”, “presta attenzione ai fattori di disturbo e perdi di vista l’obiettivo!”, “esita in modo che il tuo avversario abbia il tempo e il modo di sopraffarti!”…

So che fa sorridere ma per me il discorso è serio.

Tutti possiamo condividere che una mente quieta, un’intenzione forte e un corpo rilasciato e connesso, in grado di essere e di muoversi in uno spazio e in un tempo non alterati dalla “chimica delle emozioni”, cioè dai normali processi di distorsione che si attivano nella persona sotto pressione, siano una gran bella cosa sempre e comunque, inclusi i casi in cui la pressione sia costituita da minacce, aggressioni fisiche, verbali, psicologiche ecc..

 

Ma quanti basano il proprio studio e pratica su questi fattori fondamentali? Quanti allenano la propria mente ad essere quieta, la propria intenzione ad essere forte, il proprio corpo ad essere rilasciato e connesso? Quanti investono il proprio duro lavoro su questo, tanto da considerare “ginnastica” lo sparring e la lotta che si esprime nel Tui Shou libero? Quanti allenano “raccogliere l’arancia”, “aggredire l’aggressore”, “tuffarsi”, “neanche un respiro” nella sistematica ricerca della quiete della propria mente?

 

Per il mio livello di comprensione qui è il tesoro del TSD System, ciò che rende diverso quello che in superficie può apparire simile.

 

Non dubito del fatto che in qualche modo si possa arrivare a maturare almeno in parte queste qualità senza un lavoro diretto su di esse; se ad es. in allenamento sei rigido vieni picchiato più facilmente, così come se hai la testa tra le nuvole, se una paura eccessiva ti blocca e così via: se il lavoro è sincero (non “titic-titoc”) devi trovare una via perché il tuo corpo sia più elastico, la mente più serena, proprio per prendere meno botte e forse solo dopo averne prese tante e non credo neanche che stimolare un’iper-aggressività come risposta all’aggressività altrui porti a risultati soddisfacenti.

 

Il TSD invece allena direttamente quiete della mente e distacco, che sono concetti profondissimi ed esperienziali e, proprio per questo, richiedono non tanto di essere raccontati, ma di essere esperienziati con la guida di un Maestro che più che “dirli” li “incarni”.

 

Lo studio cosiddetto tecnico diventa quindi nel TSD non tanto il fine della disciplina (= sequenza di tecniche attraverso le quali difendersi/offendere), quanto l’esercizio attraverso il quale lavoriamo alla realizzazione di principi profondi, finalizzati a porci in una condizione complessiva adeguata per gestire quella che prima ho chiamato pressione, dove un’aggressione da gestire è di fatto una pressione sulla persona.

Il fatto poi che  tutti i sistemi di difesa lavorino su elementi più o meno simili (pugni, gomitate, immobilizzazioni, leve, calci, lotta a terra, studio delle distanze, percussioni, ecc.), è più incidentale e dovuto al fatto che siamo fatti in un certo modo (due braccia, due gambe, una testa, ecc.): se un giorno spuntasse un gruppo di umani con artigli, sei braccia e coda puntuta, sicuramente il suo sistema di difesa personale sarebbe diverso dagli altri anche in superficie.

 

Vorrei fare a questo punto un paragone che può aiutare a capire meglio il modo in cui pratichiamo con il TSD System, o almeno la percezione che ne ho personalmente ricavato.

 

Chi è padre o madre di un bimbo/a sa che il pupo è maestro nell’arte di combinarne di tutti i colori e che in uno tempo circoscritto possono emergere 100 situazioni (pressioni) in cui potenzialmente come genitori ci sentiamo di intervenire (dal no bonario alla spiegazione, dal cazziatone alla sculacciata). In questo arco si può andare dal “farle passare tutte 100” allo “sculacciare in tutte 100”, presi come estremi di un comportamento passivo/rinunciatario e, all’opposto, aggressivo e repressivo. Qual è la differenza tra una mente quieta e una agitata?

In primo luogo, una mente quieta delle 100 situazioni di pressione ne vede, diciamo, solo 60, perché 40 sono di fatto delle “non pressioni”, aria fresca, semplici eventi dovuti al fatto che il pupo interagisce con sé stesso, gli altri e l’ambiente: questi non-eventi ci turbano solo se e perché siamo già turbati.

In secondo luogo, delle 60 situazioni di potenziale pressione che rimangono, altre 30 semplicemente svaniscono, perché se la nostra mente è perturbata è come se emanasse elettricità negativa nell’aria, che attrae o viene attratta da altre fonti di elettricità generando “scosse”: una mente quieta non turba l’ambiente e non ne è turbata, lascia le cose a riposo.

Delle restanti 30, almeno 28 situazioni di pressione si sciolgono con il dialogo, il gioco, il depistaggio, che sono fattori di depotenziamento delle situazioni critiche.

Ne restano quindi solo 2 su 100 e in queste situazioni di pressione non eludibile, accidenti, bisogna essere determinati e forti, perché potrebbero essere il segnale di una stortura grave del carattere, di un pericolo imminente per il pupo, di uno smarrimento in mezzo alla folla o di altre situazioni da paura.

 

E la nostra forza quando si esprime al meglio: quando la paura ci paralizza?, quando il nostro corpo si irrigidisce? Quando un salto di un metro ci appare lungo un kilometro? Quando 10 secondi diventano nella nostra percezione un solo  secondo? Quando la nostra visuale si stringe e tutto diventa offuscato?

 

Chiara la metafora?

 

E’ così, dopo tre incontri e più di un anno di pratica, il corso che il M° Pace ci sta proponendo comincia ad assumere anche ai nostri occhi contorni chiari e organici: comprendiamo la logica del sistema e riusciamo a collegare il lavoro e gli esercizi che ci vengono proposti ai principi che il M° intende farci studiare e allenare e il “programma tecnico” che stiamo affrontando ci si svela come un vero Sistema, focalizzato sulla difesa personale ma, allo stesso tempo, di fatto, Taijiquan in tutto e per tutto: stessi principi, dei quali sono portate in evidenza alcune sfumature necessarie e utili per focalizzare il lavoro (“raccogliere l’arancia”, “aggredire l’aggressore”, …), stesso spirito, stesso… tutto!!

 

Ancora due parole: ogni elemento del programma del TSD System viene praticato, per quanto è consentito al livello del singolo praticante, cercando sistematicamente un movimento continuo ed elastico, “su un punto”, con attenzione al cosa si sta facendo (schivare, colpire di pugno, calciare, proiettare ecc.) ma con grande enfasi sul come lo si sta facendo (rilasciato, continuo, nella sistematica ricerca dello “stare dentro al principio”…); questo fa sì che lo studio sia SINCERO: un pugno è un pugno, un calcio è un calcio, una spinta è spinta.

I colpi che si danno e si prendono sono rilasciati e profondi e anche quando si lavora con una certa dolcezza, si sentono (eccome..) e soprattutto si sentono più dentro che fuori: ci turbano e colpiscono  le nostre emozioni, le nostre paure, sono continui e possono farci sentire senza scampo, mandarci in crisi perché pongono la nostra mente e il nostro corpo in una condizione di difficoltà / impossibilità di riorganizzarsi e ri-centrarsi: ci fanno fare esperienza e ci consentono di lavorare su di essa.

 

Qui comincia il lavoro più duro, quello su noi stessi e sulla nostra mente e intenzione; un lavoro che il Maestro guida con l’esempio (parlare di quiete e distacco è una cosa, vedere e sentire la quiete e il distacco è diverso…), leparole, che se ben dosate sono un nutrimento prezioso, la capacità di unire e alternare durezza e dolcezza, lavoro e leggerezza con un disegno didattico sempre mirato.

 

Difficile peraltro, proprio per la natura del lavoro, farsi male fisicamente, cosa che piuttosto si rischia quando si lavora con ossa che sbattono contro ossa, movimenti scomposti, aggressività “cieca”… non è il lavoro del TSD… anche se, vabbé, qualche livido lo si può mettere in conto!

 

Queste le impressioni al termine del terzo incontro del corso di TSD; non mi sono soffermato puntualmente sul programma didattico che il M° propone: mi riservo di farlo in un successivo intervento al termine del corso, quando si sarà chiuso questo primo cerchio. Per ora mi premeva di più comunicare l’impatto del programma, nella speranza di aver dato qualche motivazione in più a chi volesse accostarsi al TSD System, cosa che consiglio davvero a tutti!

 

Buona pratica

 

Alessandro Di Stefano

a.s.d. Taiji-To

 

 

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Esami ITKA-Agosto 2012

Dal 2 al 6 Agosto 2012 si sono svolti presso la sede dell'ITKA a Mascalucia, Catania, gli esami di fine corso per le diverse categorie di allenatori e istruttori. La nostra associazione ha partecipato con ben sette candidati, che hanno tutti superato questo momento di verifica della preparazione svolta in questi due anni. Alleghiamo alcune foto scatate in questi giorni presso la sede della scuola ITKA.

Marco

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La nostra partecipazione a "San Salvario ha un cuore verde"

TaiJi-TO ha partecipato, sabato 9 giugno 2012, alla iniziativa "San Salvario ha un cuore verde", organizzata dall'associazione "Donne per la difesa della società civile", a Torino. Per l'occasione il viale centrale di Corso Marconi è stato chiuso al traffico per ospitare da una parte i vivaisti con le loro esposizioni e dall'altra numerose e variegate associazioni del quartiere, tra cui la nostra. L'intento della manifestazione era di dimostrare come potrebbe essere Corso Marconi chiuso al traffico nella sua parte centrale e trasformato in isola pedonale, a partire da via Nizza fino al Castello del Valentino; direi che la giornata lo ha dimostrato in pieno, vedere il corso pieno di gente che passeggiava e interagiva con le diverse esposizioni e proposte sociali, culturali, sportive, fa intuire che l'idea delle "Donne" è valida e sostenibile.

Quanto a noi, eccoci con il nostro Tai Ji Quan "da strada", dove la strada è il luogo di tutti e di condivisione; il nostro TJQ vuole essere appunto *pubblico* e *condiviso*. Fateci sapere cosa ne pensate, questo è un articolo di un blog, e si può, anzi si DEVE :-)   lasciare un commento!

Marco, A.s.d. TaiJi-TO

 

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Una settimana 'qualunque' con l'ITKA

Salve a tutti! Vi scrivo per raccontarvi due bellissime esperienze vissute nell'ultimaintensissima settimana.Una settimana fa a Belgioioso ho partecipato al Taiji Festival, insieme aDaniel, Abhi, il Maestro, Monica e il suo allievo Luca, Federico (Asti),Lorella e le sue allieve Debora e Morena. Sul prato del castello diBelgioioso la kermesse ha ospitato come ogni anno scuole provenienti datutta Italia, che si sono avvicendate per quattro giorni con seminari edimostrazioni. Come sempre, molte persone si sono avvicinate al nostrogazebo, interessate particolarmente al lavoro proposto dal nostroinstancabile maestro. Ma vorrei parlarvi in particolare della giornata delprimo maggio, nella quale abbiamo preparato e svolto una dimostrazioneveramente bella, aperta dal Maestro con una Xinjia lenta e sottile, seguitadopo una brevissima interruzione da un'altra con gli stessi movimenti,sottili allo stesso modo, ma veloci e potenti. Dunque il tema della nostradimostrazione, introdotto dal maestro, era la peculiarità del Taijiquancome arte alla quale tutti possono accostarsi. L'ITKA ha così proseguito suquesto tema dimostrando agli astanti forme a mani nude e con armi, eseguitein successione con diversi ritmi e interpretazioni. Per quanto riguarda illavoro a coppia e' stata presentata la forma a coppia delle spadeappiccicose e il tui shou libero a piedi mobili. Di quest'ultimo esercizioho un ricordo di emozione e soddisfazione al tempo stesso, per l'abilitàche Daniel e Federico hanno avuto nel dimostrare il Taijiquan in unesercizio libero e non prestabilito.Ben oltre i particolari, ciò che ricordo con grande soddisfazione e'l'armonia che si percepiva mentre tutti insieme sul prato ci preparavamo,lo spirito di gruppo che avevamo mentre eseguivamo le dimostrazioni insincronia, o quando ci alternavamo nelle varie uscite. Alla fine, mentretutti insieme mangiavamo e bevevamo la birra artigianale come di consueto ein compagnia della colorita presenza degli immancabili coniugi Romeo, lasensazione di essere una scuola speciale era molto viva, una scuolacresciuta tanto nei numeri quanto nell'abilita' di tutti i suoi praticanti.Molti sono stati i complimenti che il maestro ha ricevuto, e con sua grandesoddisfazione i complimenti erano rivolti anche a noi allievi.Dopo appena un giorno dall'atterraggio in terra sicula ci siamo catapultatisu un'altra bellissima realtà che l'ITKA ha in seno da qualche anno: lascuola di Siracusa, capitanata egregiamente da Claudio De Rossi e SebyBono. Questa scuola ha degli allievi anziani (ciò che e' spesso definito lozoccolo duro) molto seri, che si sono impegnati in un seminario moltointenso ma credo molto importante per la crescita nella pratica. I due temicentrali erano i primi due livelli di tui shou codificato e la forma dellaspada. Lo studio di entrambe le cose richiedeva un grande impegno siafisico che mentale, ma grazie ad un grande impegno da parte di tutti, ierimattina tutti conoscevano l'intera sequenza ricordando i quarantanove nomidelle figure e le tredici tecniche della spada cinese, e tutti eseguivano imovimenti in maniera chiara. Anche il lavoro fatto sul tui shou sembravaaver dato risultati: esercizi studiati seriamente anche se eseguiti nonancora benissimo - 'da impastare' per usare le parole del maestro -materiale per proseguire e praticare nella giusta direzione.Lo stage si e' concluso con un'intervista, fatta dai siracusani al Maestro,che verra' presto pubblicata sulla rivista New Martial Hero. Incantevole ilposto dove si sono svolti seminario e intervista: l'Hotel Kaol Ishka,immerso nel verde e costeggiato dal fiume Anapo. Vi mando una foto dallaquale, in più di un senso, traspare il clima di stamattina.Come sempre nell'ITKA e nelle sue diverse realtà si osserva un continuofermento e movimento, e forse una volta tanto raccontare qualche esperienzapuò essere un incoraggiamento a proseguire con grande entusiasmo nellapratica e nella crescita personale, della scuola, del Taiji.Un saluto affettuoso a tutti, Margherita

Intervista al M° Gianfranco Pace
Intervista al M° Gianfranco Pace
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TSD System-1° incontro

Nel fine settimana da venerdì 14 a domenica 16 ottobre 2011 si è svolto il primo incontro della serie programmata per il corso TSD 2011/12 a Torino.

TSD per "TaiJiquan SelfDefense system"; più semplicemente I principi del TaiJi Quan applicati al combattimento e all'autodifesa.

Marco NICOLA

 

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Street TaiJiQuan, per "China Made in Italy"

In occasione dell'evento "CHINA MADE IN ITALY", organizzato da Tomato Catch Up, una associazione culturale e un progetto artistico collettivo indipendente,

siamo stati coinvolti in quanto concreto esempio di un aspetto della cultura cinese interpretato e proposto nel e dal nostro paese. E così, tai ji quan in strada, di fronte ai locali ospitanti la mostra artistica sulla Cina.

Marco NICOLA

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Bibliografia sul TaiJiQuan

Nei giorni scorsi ci è venuta l'idea di sfruttare il nostro blog per una compilazione collettiva di una bibliografia sul TaiJiQuan. Comincio quindi io a segnalarvi un libro, e poi chi di voi ha piacere può lasciare uno o più  commenti aggiungendo altre segnalazioni di libri. Se l'ìiniziativa avrà successo raccoglieremo tutte le vostre segnalazioni e compileremo una pagina definitiva sul sito.

Quindi, primo libro segnalato:

"Taiji Quan  Arte marziale, tecnica di lunga vita"

di Caterine Despeux

Edizioni Mediterranee

1a edizione 1987

2a edizione 1993

3a edizione 2007

 

Adesso tocca a Voi!

Marco

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Dimostrazione alla Casa del Quartiere - SanSalvario

Sicilia-Stage ITKA 10-14 Giugno 2010

Dal 10 al 14 Giugno Massimo, Alessandro, Federico e io (Marco) abbiamo frequentato uno stage di aggiornamento tecnico presso la nuova sede della scuola ITKA, a Mascalucia, a pochi chilometri da Catania e dall'Etna. E' stata una buona occasione di crescita nella nostra disciplina, oltre che una rafforzata consapevolezza di quanto ricco, consistente e profondo sia il programma di studio, e quindi di quanta strada ci sia da percorrere e della qualità dell'impegno necessario per raggiungere le varie tappe.

La struttura è veramente degna di nota, suddivisa in zona residenziale organizzata con camerette, il salotto, la cucina interna ed esterna, il porticato per la zona pranzo, e le zone di studio consistenti nella spaziosa e raffinata palestra interrata e nel grande cortile con il solenne ed ispirante simbolo del Tao.

Ed i presenti compagni di stage giunti numerosi da tutta italia e non solo, anche da Malta, hanno contribuito alla creazione di un clima sociale veramente gradevole e speciale.

L'organizzazione delle giornate di lavoro prevedeva la colazione alle 8 (con granita siciliana e brioche!), istruzione in palestra dalle 9 alle 12, pranzo, pomeriggio di ripasso individuale con "compiti" assegnati, istruzione serale dalle 19 alle 22 in cortile, cena, e infine il meritato riposo!

Allego alcune foto, alla prossima! Marco

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Tui shou a Belgioioso - Taiji Festival 2010

Anche quest'anno un passaggio a Belgioioso in occasione del Taiji Festival non potevo negarmelo. Le condizioni meteo di domenica 2 Maggio non erano delle migliori, nel pomeriggio la pioggia ha condizionato le varie attività in corso.

Ho dedicato la mia attenzione alle gare di Tui Shou ("Spinta con le mani"), e vi propongo alcune foto dei partecipanti alle sessioni maschili e femminili di tui shou a piedi fissi.

Marco

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Asti-Stage ITKA-24/25 Aprile 2010

Il 24 e 25 Aprile 2010 si è svolto  ad Asti lo stage di taijiquan stile Chen della scuola ITKA. Due giornate proficue e piacevoli, per l'acquisizione di spunti di studio e per la cordialità e simpatia dei presenti. Alcuni appunti tecnici per tutti noi:

Apertura-Chiusura;Oscillazione;Spirale;   e poi

"Rilasciato";"Naturale";"Aperto"

che sicuramente tutti noi sappiamo contestualizzare, vero? :-)

e adesso seguono alcune foto...

Marco

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Ethnic Parade Settembre 2009

Domenica 27 settembre 2009 abbiamo partecipato ad Ethnic Parade, un'iniziativa del Quartiere San Salvario alla quale hanno preso parte parecchie associazioni del quartiere. E' stata una occasione nella quale abbiamo potuto farci conoscere ed incontrare tanta gente con la quale poter scambiare opinioni sulla nostra disciplina. Per il momento pubblichiamo solo due foto di noi nel gazebo appena preparato, al mattino, quando ancora tutto doveva iniziare; tuttavia, a distanza di quasi un anno, siamo riusciti ad entrare in contatto con uno dei fotografi che quel giorno hanno scatttato parecchie istantanee delle attività, e forse riusciremo a recuperare qualche scatto che ci riguarda...nel caso le aggiungeremo qui.

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Stage Stile Yang Maggio 2009

Seminario di approfondimento della Forma 24 Yang svolto a maggio 2009 con il M° Marco Insalata

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TaiJi Festival a Belgioioso

Come annunciato, domenica 3 Maggio sono stato al TaiJi Festival 2009 di Belgioioso. E' stata una splendida giornata, ho assistito a numerose e interessanti dimostrazioni delle scuole e associazioni presenti, e ho partecipato ad alcune delle gare dimostrative, in particolare sulla forma 24 e sulla forma 42.

Ho pensato di pubblicare alcune delle foto che ho scattato girando qua e là per il festival, con l'intenzione di farvi almeno in parte percepire la bella atmosfera del festival.

Marco N.


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Stage con Chen Bing

Nel weekend dal 6 all' 11 Febbraio 2009, a Milano,  si è svolto uno stage con Chen Bing,attuale rappresentante di 20° generazione del TaiJiQuan stile Chen. 

Io ho partecipato alle giornate di sabato e domenica: al sabato si è studiata la LaoJia, mentre alla domenica si è studiato il Tui Shou.

L'impressione ricevuta è stata estremamente positiva: Chen Bing è una persona cortese e disponibile verso tutti gli allievi, e la sua competenza e padronanza dell'arte secondo me è coerente con il suo status di rappresentante ufficiale sopra citato.

Il mio personale bilancio dello stage è che mi sono reso conto che devo lavorare parecchio sulle basi del tuishou. Infatti il lavoro sul tuishou svolto alla domenica prevedeva lo studio delle otto tecniche e relative applicazioni sia sul tuishou ad una mano che su quello a due mani, e quindi il prerequisito era che i partecipanti avessero dimestichezza con i movimenti di base, cosa che a me effettivamente manca.

Mi piace menzionare un aspetto simbolico di questa mia partecipazione: e cioè che dopo aver tanto cercato e letto informazioni e notizie sulla storia del TaiJiQuan, dopo aver studiato il suo albero genealogico con le varie ramificazioni, incontrare Chen Bing rappresenta per me un contatto concreto con le origini del TaiJiQuan, e con i maestri del passato.

Marco NICOLA

Chen Bing, Milano, 7 Febbraio 2009
Chen Bing, Milano, 7 Febbraio 2009
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