Intervista a Chen Bing

Pubblichiamo la nostra traduzione dall'inglese all'italiano, grazie al nostro associato Claudio Penazzo,  della intervista a Chen Bing da parte di China's World Martial Arts Union, dapprima tradotta in inglese da Davidine Sim e pubblicata sul blog "Talking Chen Taijiquan with David Gaffney" al seguente link:

http://chentaijiquanworld.blogspot.it/2017/02/chen-bing-speaks.html

Davidine Sim & Chen Bing
Davidine Sim & Chen Bing

Chen Bing parla apertamente dei suoi esordi nel mondo del Taijiquan. In particolare: la percezione del Taijiquan durante l'infanzia; l'influenza dei suoi zii Chen Xiaoxing e Chen Xiaowang; capire cosa sia il Taijiquan; i problemi che arrivano con la massiccia propagazione del Taijiquan. 

World Martial Arts Union interview with Chen Bing
World Martial Arts Union interview with Chen Bing

 

Intervistatrice: Ci può parlare dei Suoi inizi con la pratica del Taijiquan e della Sua esperienza?

Chen Bing: Non c'è stata alcuna possibilità di scelta quando ho cominciato a praticare Taijiquan, siccome è un'eredità di famiglia. In particolare, essendo un maschio, e essendo il più grande, la famiglia ha iniziato l'insegnamento quando avevo 5 anni. Che mi piacesse o meno dovevo impararlo.

Al tempo (il 1976), in Cina, eravamo al colpo di coda finale della Rivoluzione Culturale e la nazione non aveva ancora avviato il programma di promozione

delle Arti Marziali. Ciò nonostante, dopo qualche litigio, si decise che il mio addestramento dovesse avere inizio, anche se di nascosto, per via della posizione del governo a riguardo. E' imbarazzante ammetterlo, ma data la giovane età non capivo il Taijiquan, o il fatto che fosse un'eredità della famiglia. Poiché la società del tempo non permetteva la pratica, e le politiche di governo erano abbastanza restrittive, e in più i ragazzini sono molto più interessati al gioco che ad altro, non mi piaceva per nulla. Questa contrarietà sarebbe cambiata solo più di dieci anni dopo.

 

I: Quale episodio relativo all'addestramento può ricordare come indimenticabile del periodo infantile?

CB: A quel tempo non mi piaceva il Taijiquan, quindi cercavo diverse scappatoie, per sfuggire all'addestramento. Tutti i giorni i miei zii (Chen Xiao Wang, Chen Xiao Xing) chiedevano se mi fossi allenato, e io rispondevo sempre si, che lo avevo fatto. Nella maggioranza dei casi era una bugia.

Era il mio modo di cercare di battere con l'astuzia gli adulti. Un giorno mio zio mi chiese se mi fossi allenato e risposi di averlo fatto.

Mi chiese dove, e gli risposi in quel posto e quell'altro. All'epoca il villaggio era prevalentemente agricolo, senza cemento a terra.

Mio zio mi portò nel punto che avevo indicato e, vedendo che non c'erano impronte di nessun genere, svelò la mia bugia.

Quel giorno mi picchiò, e da allora non ho mai più osato mentirgli.

Il secondo incidente memorabile successe quando avevo 10 anni, in terza elementare. Una mattina l'insegnante mi chiamò inaspettatamente, e mi annodò personalmente un foulard rosso al collo. Disse che era un'occasione importante e che mi era richiesto di andare a fare

una dimostrazione di Taijiquan. Senza idea di cosa stesse succedendo, uscii nel cortile della scuola, e vidi che era pieno di gente dappertutto. C'era perfino gente sui muri e sugli alberi.

Su una piattaforma eretta per l'occasione c'erano i miei zii e mia nonna. Non avevo mai prestato molta attenzione alla storia o alle origini della mia famiglia prima di allora, ma in quel momento realizzai che la mia famiglia possedeva un segreto a me sconosciuto.

L'evento era organizzato per la prima visita di una organizzazione di Taijiquan Giapponese, giunta durante un viaggio per “cercare la sorgente e visitare gli antenati”. Uno dei punti del programma prevedeva una dimostrazione di Taijiquan eseguita da un bambino.

Ero nervosissimo perchè non mi ero allenato a sufficienza e non ero sicuro di ricordarmi la parte centrale della Forma.

In qualche modo riuscii a cavarmela fino alla fine della Laojia Yilu. Quel giorno un forte messaggio mi raggiunse- dovevo praticare intensamente,

dato che la mia famiglia ed il mio clan sono in qualche modo strettamente legati al Taijiquan. Questo episodio ha stimolato in me un certo qual orgoglio e un senso di responsabilità.

 

I:Quale è l'influenza dei Suoi zii sul Suo apprendimento?

CB: Fu mia zia (Chen Ying) a insegnarmi per prima. I miei zii erano molto occupati e spesso in viaggio, lontano da casa.

Al ritorno mi osservavano durante gli allenamenti, e controllavano i progressi. Erano molto rigidi, ed ero in qualche modo spaventato da loro, sapendo che alla fine avrei dovuto ottenere la loro approvazione. Più tardi venni a sapere che i miei zii avevano raggiunto molte volte il primo premio di una competizione. Allora c'erano pochi programmi televisivi, ma alla radio sentii il nome Chen Xiao Wang, che veniva annunciato come vincitore

della medaglia d'oro all'inaugurazione della gara Nazionale di Xian.

Quando lo dissi a mia nonna lei fu molto orgogliosa. Ebbi allora l'idea che avrei voluto seguire lo stesso percorso.

I miei zii sono stati il modello da imitare nella mia gioventù.

 

I: Quale è stata la più grande difficoltà che ha incontrato nel Suo addestramento?

CB: Prima dei diciassette anni, non mi sono mai allenato molto a fondo, e non avevo dedicato anima e cuore al Taijiquan, per cui non avvertivo grandi difficoltà. Quando ho cominciato veramente ad amare il Taijiquan, e ad allenarmi seriamente, ho realizzato che avevo bisogno di un grande insegnante.

In quel periodo entrambi gli zii erano diventati molto richiesti all'estero, e non era semplice averli a disposizione per seguirmi.

A volte era difficile anche solo vederli un paio di volte all'anno. In questo periodo ho incontrato molte difficoltà e, dato che la possibilità di comunicare con loro di persona era rara, ero sopraffatto dai dubbi, e non sapevo a chi avrei potuto fare le mie domande. Avere molte domande per le quali non trovi risposta influenza il tuo procedere positivamente. Mi decisi a scrivere una lettera al mio secondo zio. Nella risposta lui scrisse: “E' inevitabile che tu abbia tante domande, e che queste domande ti opprimano. Ma questo è ciò che allenarsi al quan è (lasciato in cinese nella traduzione inglese 拳 Chuan – Quan: significa pugno e in questo caso indica che si tratta di un’ arte marziale).

Continuando ad allenarti arriverai a un momento in cui capirai all'improvviso, in cui il problema sarà risolto.

Anche se capisci la teoria,per ora il tuo Gongfu (lasciato in cinese nella traduzione inglese Gong Fu 功夫“tempo ed energia spesa nel lavoro ) non è completo, il tuo corpo non può comprendere e quindi sei nel dubbio. Devi perciò praticare senza pausa e, nel processo di apprendimento, un giorno ti renderai conto che tutte le domande hanno trovato risposta. E sarà così perchè il tuo corpo avrà capito”.

 

Mi ha insegnato a “capire durante il processo; realizzare la teoria nella pratica, per padroneggiare la cosa. Quando il compito noioso dell'esercizio si traduce in interesse è evidente che hai dedicato completamente sia la mente che il corpo alla pratica. Il tuo livello migliorerà e maturerà molto rapidamente in questo frangente”. Queste parole sono sempre stampate nella mio cervello.

 

I: E' da molto tempo che si allena. Quale è la Sua comprensione del Taijiquan?

CB: Da giovane vedevo il Taijiquan come un'arte di lotta, da usare in combattimento. A causa della mia età desideravo essere più forte dei miei coetanei. Ora, da sportivo a istruttore e poi insegnante in giro per il mondo, ho capito che il Taijiquan ha molti aspetti. Per esempio quando insegno all'estero, non è solo una disciplina salutare ma anche una rappresentazione della cultura Cinese. Attraverso il Taijiquan le persone all'estero sono in grado di avere una

conoscenza migliore della cultura Cinese così come della Cina stessa. Favorisce una comunicazione e una comprensione più profonde tra Est e Ovest.

Da un punto di vista personale il Taijiquan offre un significato di crescita verso una tipologia di persona più completa. L'allenamento individuale, una pratica intensa, perseveranza e costanza inflessibili, coltivano lo spirito e affinano la forza di volontà.

La ricompensa sta nell'acquisire il gongfu e l'illuminazione, attraverso il sacrificio del duro lavoro, che “il paradiso ricompensa il diligente”. Le teorie del quan mi insegnano anche le leggi della natura e dell'universo. Mi permettono di capire meglio la società, il mondo, la natura, l'universo, siccome illuminano e perfezionano la mia mente e migliorano la mia saggezza.

 

I: Attualmente ha studenti in ogni parte del mondo. Quale pensa sia l'aspetto più importante che dovrebbero impare?

CB: Forse l'aspetto più importante è la loro comprensione del Taijiquan. Se imparano a conoscere l'essenza culturale del Taijiquan si ritroveranno in mano le basi su cui praticare. Altrimenti ci si ritrova con troppe domande. Per esempio, cosa è il Taijiquan? Se la gente sapesse cosa realmente è il Taijiquan allora il dubbio spesso esposto sul perchè i “Quattro Jinggang” (Chen Zheng Lei, Zhu Tian Cai, Wang Xian, Chen Xiao Wang ) non stiano praticando allo stesso modo, non sarebbe più una domanda sensata. Mi chiedono spesso chi di loro sia nel giusto (o sbagliato) oppure chi sia meglio (o peggio).

Ma, se capissero il Taijiquan, questa non sarebbe una domanda. E capirebbero che se tutti e quattro avessero la stessa forma, ecco, allora quello sarebbe anormale.

 

I: Con ciò vuole dire che ognuno ha una diversa comprensione del Taijiquan?

CB: Taiji significa cambiamenti tra Yin e Yang. La maggioranza delle persone capisce lo Yin-Yang, ma dimentica il suo aspetto più importante: “cambiamento”. Il cambio è l'aspetto inevitabile, non rimane lo stesso. Il tempo è diverso, la persona è diversa, l'ambiente è diverso, una costante evoluzione e cambiamento. Il Taijiquan è lo stesso. La pratica di ciascuno è differente, e ciò è normale, ma ci sono aspetti che restano immutati e costanti.

Dobbiamo vedere il cambiamento dal punto di vista della mutua trasformazione di Yin e Yang, un cambio che accade nella trasformazione e nello sviluppo. I risultati della pratica assimilano la personalità, i successi, il temperamento, il carattere, etc., del praticante. La pratica diventa la persona stessa, espressa tramite il movimento del fisico. Se sei esattamente come il tuo maestro, sei bloccato al livello di imitazione del tuo maestro, e non sei ancora arrivato al livello della realizzazione di te stesso. Se siamo chiari riguardo l'ideologia del Taijiquan allora siamo a liberi da molte interpretazioni erronee del Taijiquan.

 

I: Quali sono le sfide che deve affrontare nel lavoro di promuovere e render popolare il Taijiquan? Come si può fare comprendere correttamente il Taijiquan al pubblico comune? Come si mantiene il cuore dell'essenza del Taijiquan nella propagazione di massa?

CB: Dal punto di vista dell'insegnante, quel che posso fare è spiegare, non solo i movimenti ma anche le teorie. Finché il principio viene seguito, l'espressione esteriore non è cruciale. Qualche volta, la forma all'esterno può sembrare molto giusta, normale, e una copia esatta di

quella dell'insegnante, ma la tua esecuzione non esprime il Qi immerso nel Dantian, per cui la tua intelaiatura (la forma), è “un'intelaiatura vuota”.

Non hai dimostrato l'elemento chiave. Il sistema dell'Arte marziale interna non ricerca un livello di accuratezza nella forma esteriore.

Il principio che sostiene il tutto è il criterio. In assenza di questo, la manifestazione esteriore non ha importanza. Fate in modo che gli studenti afferrino questo concetto e non saranno più assorbiti dal movimento esteriore. Al contrario cercheranno la sensazione interiore.

 

I: Che cosa ha ottenuto dal Suo lavoro di propaganda del Taijiquan?

CB: All'inizio, quando ho cominciato con l'insegnamento, ero preoccupato che insegnare avrebbe influenzato negativamente il mio addestramento.

Dissi a mio zio che “siccome devo spiegare, dimostrare e trasmettere, la mia sensazione interiore è ridotta e influenzerà negativamente il mio sviluppo”. Mio zio mi disse che prima bisogna trovare se stessi, poi mantenere se stessi. Mentre insegni continua a mantenere te stesso e non perdere il tuo

atteggiamento -”insegna e allenati, allenati e insegna”. Il mio interesse per l'insegnamento si è forgiato non appena ho accolto il concetto che insegnare è allenarsi e che ci si deve allenare finché si insegna. Nel processo di insegnamento sto migliorando le mie stesse capacità.

Il secondo aspetto è il senso di realizzazione che ottengo quando vedo i miei studenti migliorare. Il poter testimoniare i benefici e le trasformazioni che il Taijiquan ha dato loro, sia in termini di salute fisica che di benessere mentale.

Il terzo aspetto è un punto di vista personale. Con la graduale capacità di introspezione racimolata dal Taijiquan, sono in grado di cambiare e risistemare lentamente il mio umore, e la mia interazione, e la condotta con l'intera società. Sono, a dire il vero, piuttosto irascibile. Attraverso la pratica del Taijiquan sto continuamente cambiando e correggendo me stesso.

 

I: Alcuni pensano ancora al Taijiquan come un'esercizio salutare per la mezza età e/o la vecchiaia. Quale pensa sia il modo migliore per coinvolgere i giovani?

CB: Credo che ci sia un malinteso. Chi lo pensa non conosce interamente la radice del Taijiquan, ed è stato fuorviato da un aspetto delle sue molte espressioni. Ma non dovrebbe neanche esser una visione negativa, siccome è stato accettato da quella parte della popolazione e i benefici per la salute sono ormai assodati. Considero tutto ciò come un successo della propaganda di massa su scala nazionale.

Per coinvolgere e reclutare gente giovane dobbiamo considerare:

1. I giovani hanno meno tempo libero dei pensionati. Il Taijiquan non può essere troppo costoso in termini di tempo dedicato, e al tempo stesso c'è una necessità di vedere dei risultati più rapidamente. Dobbiamo perciò avere un metodo conciso che sia adatto ai più giovani, un allenamento focalizzato che faccia emergere l'essenza.

2. Che deve essere moderno e di tendenza per poter, innanzitutto, interessarli. Lo Yoga ha avuto un gran successo grazie alla immagine di sé che ha saputo dare, un corpo bellissimo, con movimenti aggraziati e confortevoli, flessibile. Il Taijiquan potrebbe forse imparare qualcosa da questo, nel suo obiettivo di attrarre le persone. Ad esempio gli istruttori di Taijiquan devono presentare una certa immagine, i movimenti richiedono degli adattamenti, l'ambiente in cui praticare necessita di alcuni accorgimenti appropriati, etc., per essere in sintonia con l'attrazione per il trend e il moderno dei giovani.

 

I: Si dice che il Taijiquan sia un esercizio per la salute e non un sistema di combattimento. Qual è il Suo punto di vista?

CB: Le sue qualità come migliorativo della salute e i suoi effetti benefici sono indiscutibili e largamente riconosciuti. Non solo in termini di fisico ma anche per la salute mentale. La domanda principale è l'efficacia del Taijiquan inteso come abilità di combattimento.

Penso si debba considerare la cosa sotto vari aspetti. Per primo, viviamo in un'epoca molto diversa da quella della sua invenzione. Il Taijiquan venne creato in un epoca in cui la funzione principale era l'attaccare e il difendere a mani nude. Se quel modello di Taijiquan fosse trasferito all'attualità potrebbe esser diventato obsoleto ed estinguersi.

Il fatto che sia sopravvissuto fino a oggi è dovuto al fatto che la sua funzione principale sia passata a essere lo Yin-Yang.

La creazione del Taijquan, con i suoi processi mentali e per preservare la salute, è avvenuta per contrastare le ferite e i danni risultanti della pratica delle Arti marziali. Se l'aspetto legato al combattimento fosse rimasto il principale fino ai giorni nostri non sarebbe stato assimilato dalle masse e promosso dal governo. Il Taijiquan sta diffondendosi rapidamente per via dei suoi aspetti di miglioramento della salute e per l'essere attività adatta per mantenersi in forma, che sono diventate le sue nuove funzioni principali. D'altro canto il lato combattivo è attualmente sotto valorizzato. Non dovrebbe esservi nessun dubbio circa la sua efficacia. E' più una questione di quale sia l'aspetto su cui si sceglie di focalizzarci. Ci adattiamo ad un ambiente più grande di noi... Ci siamo allenati dalla più tenera età, prima per le competizioni di Taolu e più tardi per i contest di Tuishou. Gradualmente anche gli eventi di Tuishou si sono

ridotti. I nostri palchi possibili sono diminuiti di numero e i percorsi che portavano in quella direzione sono diventati sempre più stretti.

Gli esponenti, pur se di altissimo livello, del combattimento Taijiquan hanno poche vetrine. Come risultato, in molti hanno abbandonato questa strada e deciso di seguire il pubblico con la sempre crescente domanda di aspetti legati alla salute e alla forma fisica. Comunque, siccome l'arte si sviluppa, ci sono attualmente fasce di praticanti di Taijquan che stanno nuovamente studiando e sviluppando il lato marziale.

 

I: Qual è il ruolo giocato dal Taijiquan nella promozione della Cultura Cinese da parte della nazione e nel cosiddetto futuro Sogno Cinese?

CB: La Cina non è forte se cresce solo in forza economica. Un'economia non sostenuta da valori culturali è di breve durata. Credo che per realizzare il Sogno Cinese sia necessario investire molto in valori culturali della tradizione Cinese. La Cina si trova oggi in uno scenario fatto da una economia molto forte e un esercito piuttosto potente. Eppure ci troviamo a esser guardati dall'alto in basso da paesi molto più piccoli del nostro. E questo perché non siamo abbastanza forti verso i nostri valori culturali, e abbiamo bisogno di rivestirli di grande importanza e promuoverli attivamente.

Negli scambi culturali con le più forti nazioni civilizzate ci troviamo a affrontare molti problemi e a non essere accettati dall'Ovest. Penso che la cultura del Taiji, con il suo fulcro nella filosofia di equilibrio, inclusione, etc., sia un buon punto da cui partire per promuovere la nostra cultura ed esser accettati da altre nazioni. La mia speranza è che sia promosso a livello governativo-nazionale.

 

I: Qual è il dilemma più grande che si è trovato ad affrontare?

CB: La società di oggi ci pone di fronte a molti dilemmi. Dobbiamo cambiare la nostra cultura per adattarci alla tendenza del mercato, o resistere con fermezza e preservare la nostra cultura? In risposta alle condizioni dell'attuale società, cambiamo o no? In quali circostanze è giusto resistere con fermezza e in quali dobbiamo invece evolvere e cambiare? Queste non sono questioni semplici.

Fare entrambe le cose insieme può voler dire farle male entrambe.

 

Chen Bing, nato nel 1971, appartiene alla ventesima generazione di discenza diretta della famiglia Chen Taijiquan. Cresciuto dallo zio Chen Xiao Xing si allena da quando ha 5 anni. Nel 2007 ha fondato la scuola Chenjiagou International Taijiquan Academy in Chenjiagou.

Insegna in tutta la Cina e all'estero.

 

Traduzione di Claudio Penazzo, A.S.D. TAIJI-TO

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