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Perchè allenarsi con le armi?

Pubblichiamo la nostra traduzione dall'inglese all'italiano, grazie al nostro associato Claudio Penazzo,  dell'articolo "Why train Weapons?" pubblicato sul

blog "Talking Chen Taijiquan with David Gaffney" al seguente link:

http://chentaijiquanworld.blogspot.it/2017/10/why-train-weapons.html

 

 

PERCHÈ ALLENARSI CON LE ARMI?

 

L'addestramento con le armi è da sempre una parte essenziale nel curriculum del praticante dello stile Chen. All'epoca della sua creazione, lo stile Chen di Taijiquan è stato concepito essenzialmente per sviluppare le abilità marziali e militari degli abitanti del villaggio di Chenjiagou. Senza ombra di dubbio l'allenamento deve aver giovato sensibilmente alla salute dei Taiji boxers, ma non era questa la principale ragione per l'addestramento, bensì lo sviluppo delle abilità marziali. Al tempo di Chen Wangting le pistole dovevano ancora far la loro comparsa: le armi tradizionali erano ancora portate sul campo di battaglia e usate come arma di combattimento.

 

Oggi, le forme con armi di varie arti marziali cinesi sono viste dalla maggioranza delle persone esclusivamente come esercizio dimostrativo da praticare in un parco. Vedere in questo modo le forme di armi dello stile Chen dimostra una comprensione superficiale della loro natura profonda. All'interno di ogni forma di arma dello stile Chen risiede un complesso insieme di concetti di addestramento marziale. Oltre a movimenti sinuosi e flessibili, le forme comprendono azione dinamica, rapidi cambi di velocità, violenti colpi, e movimenti di taglio o spinta energici.

 

Visto nell'ottica di un sistema di addestramento, l'allenamento con armi completa la pratica a mani nude dello stile Chen di Taijiquan amplificando alcuni aspetti essenziali dei prerequisiti dell'arte marziale. Per esempio, la mente e l'intenzione devono essere estese per tutta la lunghezza dell'arma; i movimenti devono restare morbidi, agili e efficienti allo stesso tempo, pur mantenendo il controllo su un oggetto pesante; il lavoro di gambe deve essere energico e reattivo per permettere rapidi cambi nella sequenza di combattimento. Il Taijiquan stile Chen ha sviluppato forme per l'utilizzo di parecchie armi, praticate tutt'oggi, tra cui Spada (jian), Sciabola (dao), Lancia (qiang), Alabarda (guandao), Bastone, Doppia Spada, Doppia Sciabola e Doppia Mazza di ferro.

 

ARMI CORTE

 

Nella storia delle arti marziali cinesi, la spada è una delle armi più antiche. Gli archeologi hanno ritrovato spade databili all'Età del Bronzo e, quando fu dissotterrato l'Esercito di terracotta, nei pressi dell'antica capitale cinese di Xian, riconducibile alla dinastia Qin, datata  oltre duemila anni fa, gli ufficiali e i generali scoperti erano rappresentati armati di spade.

 

Nel Taijiquan  stile Chen, la spada usata è generalmente leggera e con lama flessibile. Per lo spadaccino del Taiji Chen, la vittoria in battaglia è affidata alla propria abilità, precisione e rapidità. 

Il Taijiquan stile Chen prevede una sola forma di spada dritta composta da quarantanove posture. Questi quarantanove movimenti possono essere suddivisi in tredici tecniche base: spinta verso il basso (zha); spinta frontale o verso l'alto (ci); colpire di punta ruotando il polso (dian); tagliare (pi); affettare alla propria altezza o obliquamente e verso l'alto (mo); spazzare (sao); parata su una traiettoria circolare (hua); deviazione circolare con la punta all'insù (liao); appendere (gua); spingere verso l'alto (tuo); spingere (tui); intercettare (jie); sollevare l'arma dell'avversario oltre la testa (jia)”.

 

La flessibilità della spada permette allo spadaccino efficiente di infliggere ferite da angoli diversi utilizzando tecniche differenti. La sua grande versatilità ha portato al detto “Non esiste buco in cui la spada non possa entrare, e non esiste buco in cui nessuno possa entrare”.

 

Le diverse armi aiutano ad allenare i differenti aspetti e qualità essenziali per perfezionare il “corpo Taijiquan”.  L'addestramento della spada Chen consente al praticante di sviluppare l'abilità di emettere energia in maniera rilassata attraverso la punta della spada. Aiuta anche a creare un Corpo Taiji efficiente, con l'allenamento costante, che favorisce lo sblocco delle grandi articolazioni, soprattutto di anche e spalle, così come aiuta ad aumentare l'elasticità di polsi e mani.

Un'altra arma corta nel Taijiquan stile Chen è la sciabola. Facilmente distinguibile dalla spada, che ha doppio taglio ed è leggera, la sciabola ha il taglio su un lato ed è pesante. La forza, esprimibile come risultato della struttura della sciabola, ha portato a movimenti di taglio più larghi, di espansione, maggiormente basati sulla potenza. Come esteriorità, l'uso della sciabola viene descritto come il “tagliare una montagna”,  tradizionalmente paragonata a una tigre feroce, dai movimenti più diretti e più facilmente comprensibili della spada dritta. Questo concetto è espresso dal detto nelle arti marziali cinesi “ Dao (la sciabola) è come la tigre feroce, Jian (la spada) è un drago che nuota”.

 

La forma di sciabola del Taijiquan stile Chen è breve e di natura dinamica. Pur  classificata come una delle armi corte nel sistema di codificazione, la sciabola può coprire distanze sorprendentemente ampie utilizzando salti e balzi esplosivi. I movimenti possono essere eseguiti in diverse maniere a seconda dell'obiettivo ultimo della pratica. La forma viene spesso eseguita in posture ampie e basse, per allenare il corpo, aumentando forza e velocità.  In termini di esercizio fisico complessivo, i balzi e salti esplosivi hanno parecchio in comune con la moderna tipologia di esercizi Pliometrici usati dai migliori atleti contemporanei. Semplicisticamente la combinazione di forza e velocità equivale a potenza.  Per molti anni allenatori e atleti hanno cercato di migliorare la potenza per migliorare la performance atletica. Per tutto il secolo scorso, ma sicuramente anche da molto prima, salti flessioni e piegamenti sono stati utilizzati in vari modi per migliorare le capacità atletiche.

Recentemente questa tipologia di allenamento focalizzato su potenza e esplosività è stata denominata Pliometria. A Chenjiagou, i rappresentanti del Taijiquan hanno capito molto tempo fa questa tipologia di pratica tesa a potenziare la reattività esplosiva dell'individuo.

 

Quando ci si allena per il combattimento, tuttavia, l'utilizzo di posture molto aperte non consente la destrezza e flessibilità della parte inferiore del corpo richieste in un vero scontro. I praticanti di  Taiji che cercano l'applicazione pratica studiando la forma di sciabola sono soliti tenere posture più alte per ottenere una maggior motilità. Di conseguenza, per raggiungere sia l'applicabilità marziale che il beneficio per la condizione fisica, i praticanti di Chenjiagou si allenano tradizionalmente partendo da diverse posture e regolandosi su differenti altezze.

 

ARMI LUNGHE

Il Taijiquan stile Chen ha sviluppato, oltre alle forme per arma corta, una serie di forme di arma a lungo raggio, tra cui, la alabarda, il bastone lungo e “la Regina delle Armi”, la Lancia. Una frase citata spesso riflette il livello di difficoltà e la complessità contenute nella forma di lancia : “cento giorni per praticare con la sciabola, mille giorni per praticare con la lancia”.

 

Conosciuta anche come “Lancia del fiore di pero e bastone della scimmia bianca” (Li Hua Qiang Jia Bai Yuan Kun), la lancia nel Taijiquan stile Chen è praticata in una forma che include l'uso sia come lancia che come bastone. La routine risale ai tempi di Chen Wangting, rendendola quindi una delle prime forme di Taiji. Nella sua esaustiva descrizione del Taijiquan, “Origine, Evoluzione e sviluppo della boxe delle Ombre” (The Origin, Evolution and Development of Shadow Boxing) Gu Liuxin cita le prove raccolte dallo storico Tang Hao, secondo il quale i testi del famoso generale della dinastia Ming Qi Jiguang avrebbero avuto una profonda influenza su Chen Wangting nella sua opera di creazione del Taijiquan. Il libro di strategia militare di Qi, a sua volta, documenta le tecniche di lancia della famiglia Yang relative alla forma 24 di lancia. La famiglia Yang cui ci si riferisce è quella di una famosa donna guerriera della dinastia Song, che utilizzò la forma per sconfiggere i suoi parenti maschi, da non confondersi con la famiglia Yang dell'omonimo stile di Taijiquan.

 

La primissima versione della forma di lancia della famiglia Chen seguiva la sequenza dei 24 movimenti della versione della famiglia Yang, riprendendone sia posture che nomi.

La sua unicità successiva derivò dalla applicazione dei principi contenuti nei movimenti del Taiji al metodo esistente. Negli anni seguenti, la forma di lancia nello stile Chen si è evoluta da 24 a 72 posture, aggiungendo una varietà di movimenti relativi all'uso della lancia come bastone.

 

Osservando un Maestro esperto eseguire la forma di lancia risultano ovvie le radici marziali della sequenza. Il ritmo complessivo è sostenuto, potente, diretto e rapido, con pochi movimenti eseguiti lentamente. Ai giorni nostri è altamente improbabile che qualcuno si trovi nella necessità di usare la forma di lancia nel suo originale intento di strumento di combattimento. Ciò nonostante questa sequenza della famiglia Chen resta uno strumento di allenamento estremamente efficace. La pratica con la lancia affina le abilità a mani nude, migliora l'equilibrio per mezzo di intricati passi in rapida successione, così come sviluppa la forza della parte superiore del corpo, e la flessibilità complessiva.

 

Conosciuta sotto diversi nomi tra cui “La sciabola di Primavera e dell'Autunno”, “La sciabola della Luna crescente del Dragone Verde” o semplicemente “Il grande coltello”, l'alabarda è una delle armi più antiche mai codificate in una forma. Caratterizzata da movimenti forti e potenti, è un'arma larga e pesante che richiede un alto livello muscolare della parte superiore del corpo e un solido radicamento a terra per esser manovrata agilmente. L'alabarda nel Taijiquan stile Chen allena il praticante a muoversi e essere reattivo in ogni direzione. Al praticante contemporaneo quest'arma consente un legame tangibile coi primi giorni della storia del Taijiquan. Strumento preferito di Chen Wangting, come ci dice la Genealogia della famiglia Chen Wangting, alias Zhouting, fu un cavaliere verso la fine della dinastia Ming, e un studioso agli inizi della dinastia Qing. Conosciuto nella provincia di Shandong come maestro di arti marziali, e per aver sconfitto oltre un migliaio di banditi, creatore degli stili di lotta a mani nude e con armi della scuola Chen. Era nato guerriero, come testimonia la alabarda che usava in combattimento.

 

Mentre di solito i nomi identificano un movimento preciso, per le forme di altre armi o quelle a mani nude, l'alabarda presenta l'unicità di aver un poema di sette caratteri, a struttura di canzone, per ognuno dei trenta movimenti della sequenza. Presi tutti insieme i poemi raccontano le gesta del Generale Guan, un famoso guerriero vissuto durante il turbolento periodo della storia cinese dei Tre Regni  (25–220 d.c.) Di conseguenza, ogni volta che la forma viene praticata, le sue imprese vengono riportate in vita.

 

I praticanti di oggi non devono sottovalutare l'importanza dell'esercizio con armi, vista la possibilità tangibile di contatto con lo stretto legame che esse offrono con le passate generazioni.  Queste sequenze di armi sono contemporaneamente estetiche e pratiche. Artisticamente belle a vedersi,  sono fisicamente impegnative e complesse da eseguire. La maggioranza delle forme di arma non è cambiata poi molto dai tempi di Chen Wangting, per cui esse rappresentano una finestra sulle origini e un forte legame col passato per gli attuali praticanti del Taijiquan.

 

Traduzione di Claudio Penazzo, A.S.D. TAIJI-TO

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Due incontri di dicembre 2017

Ecco alcune foto scattate durante i due nostri incontri : le prime durante l'intervallo del seminario di sabato 9 dicembre.

 

E le seconde di mercoledì 27 Dicembre durante il buffet successivo alla proiezione del docufilm "Masters of Heaven and Earth"

 

 

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Intervista a Chen Bing

Pubblichiamo la nostra traduzione dall'inglese all'italiano, grazie al nostro associato Claudio Penazzo,  della intervista a Chen Bing da parte di China's World Martial Arts Union, dapprima tradotta in inglese da Davidine Sim e pubblicata sul blog "Talking Chen Taijiquan with David Gaffney" al seguente link:

http://chentaijiquanworld.blogspot.it/2017/02/chen-bing-speaks.html

Davidine Sim & Chen Bing
Davidine Sim & Chen Bing

Chen Bing parla apertamente dei suoi esordi nel mondo del Taijiquan. In particolare: la percezione del Taijiquan durante l'infanzia; l'influenza dei suoi zii Chen Xiaoxing e Chen Xiaowang; capire cosa sia il Taijiquan; i problemi che arrivano con la massiccia propagazione del Taijiquan. 

World Martial Arts Union interview with Chen Bing
World Martial Arts Union interview with Chen Bing

 

Intervistatrice: Ci può parlare dei Suoi inizi con la pratica del Taijiquan e della Sua esperienza?

Chen Bing: Non c'è stata alcuna possibilità di scelta quando ho cominciato a praticare Taijiquan, siccome è un'eredità di famiglia. In particolare, essendo un maschio, e essendo il più grande, la famiglia ha iniziato l'insegnamento quando avevo 5 anni. Che mi piacesse o meno dovevo impararlo.

Al tempo (il 1976), in Cina, eravamo al colpo di coda finale della Rivoluzione Culturale e la nazione non aveva ancora avviato il programma di promozione

delle Arti Marziali. Ciò nonostante, dopo qualche litigio, si decise che il mio addestramento dovesse avere inizio, anche se di nascosto, per via della posizione del governo a riguardo. E' imbarazzante ammetterlo, ma data la giovane età non capivo il Taijiquan, o il fatto che fosse un'eredità della famiglia. Poiché la società del tempo non permetteva la pratica, e le politiche di governo erano abbastanza restrittive, e in più i ragazzini sono molto più interessati al gioco che ad altro, non mi piaceva per nulla. Questa contrarietà sarebbe cambiata solo più di dieci anni dopo.

 

I: Quale episodio relativo all'addestramento può ricordare come indimenticabile del periodo infantile?

CB: A quel tempo non mi piaceva il Taijiquan, quindi cercavo diverse scappatoie, per sfuggire all'addestramento. Tutti i giorni i miei zii (Chen Xiao Wang, Chen Xiao Xing) chiedevano se mi fossi allenato, e io rispondevo sempre si, che lo avevo fatto. Nella maggioranza dei casi era una bugia.

Era il mio modo di cercare di battere con l'astuzia gli adulti. Un giorno mio zio mi chiese se mi fossi allenato e risposi di averlo fatto.

Mi chiese dove, e gli risposi in quel posto e quell'altro. All'epoca il villaggio era prevalentemente agricolo, senza cemento a terra.

Mio zio mi portò nel punto che avevo indicato e, vedendo che non c'erano impronte di nessun genere, svelò la mia bugia.

Quel giorno mi picchiò, e da allora non ho mai più osato mentirgli.

Il secondo incidente memorabile successe quando avevo 10 anni, in terza elementare. Una mattina l'insegnante mi chiamò inaspettatamente, e mi annodò personalmente un foulard rosso al collo. Disse che era un'occasione importante e che mi era richiesto di andare a fare

una dimostrazione di Taijiquan. Senza idea di cosa stesse succedendo, uscii nel cortile della scuola, e vidi che era pieno di gente dappertutto. C'era perfino gente sui muri e sugli alberi.

Su una piattaforma eretta per l'occasione c'erano i miei zii e mia nonna. Non avevo mai prestato molta attenzione alla storia o alle origini della mia famiglia prima di allora, ma in quel momento realizzai che la mia famiglia possedeva un segreto a me sconosciuto.

L'evento era organizzato per la prima visita di una organizzazione di Taijiquan Giapponese, giunta durante un viaggio per “cercare la sorgente e visitare gli antenati”. Uno dei punti del programma prevedeva una dimostrazione di Taijiquan eseguita da un bambino.

Ero nervosissimo perchè non mi ero allenato a sufficienza e non ero sicuro di ricordarmi la parte centrale della Forma.

In qualche modo riuscii a cavarmela fino alla fine della Laojia Yilu. Quel giorno un forte messaggio mi raggiunse- dovevo praticare intensamente,

dato che la mia famiglia ed il mio clan sono in qualche modo strettamente legati al Taijiquan. Questo episodio ha stimolato in me un certo qual orgoglio e un senso di responsabilità.

 

I:Quale è l'influenza dei Suoi zii sul Suo apprendimento?

CB: Fu mia zia (Chen Ying) a insegnarmi per prima. I miei zii erano molto occupati e spesso in viaggio, lontano da casa.

Al ritorno mi osservavano durante gli allenamenti, e controllavano i progressi. Erano molto rigidi, ed ero in qualche modo spaventato da loro, sapendo che alla fine avrei dovuto ottenere la loro approvazione. Più tardi venni a sapere che i miei zii avevano raggiunto molte volte il primo premio di una competizione. Allora c'erano pochi programmi televisivi, ma alla radio sentii il nome Chen Xiao Wang, che veniva annunciato come vincitore

della medaglia d'oro all'inaugurazione della gara Nazionale di Xian.

Quando lo dissi a mia nonna lei fu molto orgogliosa. Ebbi allora l'idea che avrei voluto seguire lo stesso percorso.

I miei zii sono stati il modello da imitare nella mia gioventù.

 

I: Quale è stata la più grande difficoltà che ha incontrato nel Suo addestramento?

CB: Prima dei diciassette anni, non mi sono mai allenato molto a fondo, e non avevo dedicato anima e cuore al Taijiquan, per cui non avvertivo grandi difficoltà. Quando ho cominciato veramente ad amare il Taijiquan, e ad allenarmi seriamente, ho realizzato che avevo bisogno di un grande insegnante.

In quel periodo entrambi gli zii erano diventati molto richiesti all'estero, e non era semplice averli a disposizione per seguirmi.

A volte era difficile anche solo vederli un paio di volte all'anno. In questo periodo ho incontrato molte difficoltà e, dato che la possibilità di comunicare con loro di persona era rara, ero sopraffatto dai dubbi, e non sapevo a chi avrei potuto fare le mie domande. Avere molte domande per le quali non trovi risposta influenza il tuo procedere positivamente. Mi decisi a scrivere una lettera al mio secondo zio. Nella risposta lui scrisse: “E' inevitabile che tu abbia tante domande, e che queste domande ti opprimano. Ma questo è ciò che allenarsi al quan è (lasciato in cinese nella traduzione inglese 拳 Chuan – Quan: significa pugno e in questo caso indica che si tratta di un’ arte marziale).

Continuando ad allenarti arriverai a un momento in cui capirai all'improvviso, in cui il problema sarà risolto.

Anche se capisci la teoria,per ora il tuo Gongfu (lasciato in cinese nella traduzione inglese Gong Fu 功夫“tempo ed energia spesa nel lavoro ) non è completo, il tuo corpo non può comprendere e quindi sei nel dubbio. Devi perciò praticare senza pausa e, nel processo di apprendimento, un giorno ti renderai conto che tutte le domande hanno trovato risposta. E sarà così perchè il tuo corpo avrà capito”.

 

Mi ha insegnato a “capire durante il processo; realizzare la teoria nella pratica, per padroneggiare la cosa. Quando il compito noioso dell'esercizio si traduce in interesse è evidente che hai dedicato completamente sia la mente che il corpo alla pratica. Il tuo livello migliorerà e maturerà molto rapidamente in questo frangente”. Queste parole sono sempre stampate nella mio cervello.

 

I: E' da molto tempo che si allena. Quale è la Sua comprensione del Taijiquan?

CB: Da giovane vedevo il Taijiquan come un'arte di lotta, da usare in combattimento. A causa della mia età desideravo essere più forte dei miei coetanei. Ora, da sportivo a istruttore e poi insegnante in giro per il mondo, ho capito che il Taijiquan ha molti aspetti. Per esempio quando insegno all'estero, non è solo una disciplina salutare ma anche una rappresentazione della cultura Cinese. Attraverso il Taijiquan le persone all'estero sono in grado di avere una

conoscenza migliore della cultura Cinese così come della Cina stessa. Favorisce una comunicazione e una comprensione più profonde tra Est e Ovest.

Da un punto di vista personale il Taijiquan offre un significato di crescita verso una tipologia di persona più completa. L'allenamento individuale, una pratica intensa, perseveranza e costanza inflessibili, coltivano lo spirito e affinano la forza di volontà.

La ricompensa sta nell'acquisire il gongfu e l'illuminazione, attraverso il sacrificio del duro lavoro, che “il paradiso ricompensa il diligente”. Le teorie del quan mi insegnano anche le leggi della natura e dell'universo. Mi permettono di capire meglio la società, il mondo, la natura, l'universo, siccome illuminano e perfezionano la mia mente e migliorano la mia saggezza.

 

I: Attualmente ha studenti in ogni parte del mondo. Quale pensa sia l'aspetto più importante che dovrebbero impare?

CB: Forse l'aspetto più importante è la loro comprensione del Taijiquan. Se imparano a conoscere l'essenza culturale del Taijiquan si ritroveranno in mano le basi su cui praticare. Altrimenti ci si ritrova con troppe domande. Per esempio, cosa è il Taijiquan? Se la gente sapesse cosa realmente è il Taijiquan allora il dubbio spesso esposto sul perchè i “Quattro Jinggang” (Chen Zheng Lei, Zhu Tian Cai, Wang Xian, Chen Xiao Wang ) non stiano praticando allo stesso modo, non sarebbe più una domanda sensata. Mi chiedono spesso chi di loro sia nel giusto (o sbagliato) oppure chi sia meglio (o peggio).

Ma, se capissero il Taijiquan, questa non sarebbe una domanda. E capirebbero che se tutti e quattro avessero la stessa forma, ecco, allora quello sarebbe anormale.

 

I: Con ciò vuole dire che ognuno ha una diversa comprensione del Taijiquan?

CB: Taiji significa cambiamenti tra Yin e Yang. La maggioranza delle persone capisce lo Yin-Yang, ma dimentica il suo aspetto più importante: “cambiamento”. Il cambio è l'aspetto inevitabile, non rimane lo stesso. Il tempo è diverso, la persona è diversa, l'ambiente è diverso, una costante evoluzione e cambiamento. Il Taijiquan è lo stesso. La pratica di ciascuno è differente, e ciò è normale, ma ci sono aspetti che restano immutati e costanti.

Dobbiamo vedere il cambiamento dal punto di vista della mutua trasformazione di Yin e Yang, un cambio che accade nella trasformazione e nello sviluppo. I risultati della pratica assimilano la personalità, i successi, il temperamento, il carattere, etc., del praticante. La pratica diventa la persona stessa, espressa tramite il movimento del fisico. Se sei esattamente come il tuo maestro, sei bloccato al livello di imitazione del tuo maestro, e non sei ancora arrivato al livello della realizzazione di te stesso. Se siamo chiari riguardo l'ideologia del Taijiquan allora siamo a liberi da molte interpretazioni erronee del Taijiquan.

 

I: Quali sono le sfide che deve affrontare nel lavoro di promuovere e render popolare il Taijiquan? Come si può fare comprendere correttamente il Taijiquan al pubblico comune? Come si mantiene il cuore dell'essenza del Taijiquan nella propagazione di massa?

CB: Dal punto di vista dell'insegnante, quel che posso fare è spiegare, non solo i movimenti ma anche le teorie. Finché il principio viene seguito, l'espressione esteriore non è cruciale. Qualche volta, la forma all'esterno può sembrare molto giusta, normale, e una copia esatta di

quella dell'insegnante, ma la tua esecuzione non esprime il Qi immerso nel Dantian, per cui la tua intelaiatura (la forma), è “un'intelaiatura vuota”.

Non hai dimostrato l'elemento chiave. Il sistema dell'Arte marziale interna non ricerca un livello di accuratezza nella forma esteriore.

Il principio che sostiene il tutto è il criterio. In assenza di questo, la manifestazione esteriore non ha importanza. Fate in modo che gli studenti afferrino questo concetto e non saranno più assorbiti dal movimento esteriore. Al contrario cercheranno la sensazione interiore.

 

I: Che cosa ha ottenuto dal Suo lavoro di propaganda del Taijiquan?

CB: All'inizio, quando ho cominciato con l'insegnamento, ero preoccupato che insegnare avrebbe influenzato negativamente il mio addestramento.

Dissi a mio zio che “siccome devo spiegare, dimostrare e trasmettere, la mia sensazione interiore è ridotta e influenzerà negativamente il mio sviluppo”. Mio zio mi disse che prima bisogna trovare se stessi, poi mantenere se stessi. Mentre insegni continua a mantenere te stesso e non perdere il tuo

atteggiamento -”insegna e allenati, allenati e insegna”. Il mio interesse per l'insegnamento si è forgiato non appena ho accolto il concetto che insegnare è allenarsi e che ci si deve allenare finché si insegna. Nel processo di insegnamento sto migliorando le mie stesse capacità.

Il secondo aspetto è il senso di realizzazione che ottengo quando vedo i miei studenti migliorare. Il poter testimoniare i benefici e le trasformazioni che il Taijiquan ha dato loro, sia in termini di salute fisica che di benessere mentale.

Il terzo aspetto è un punto di vista personale. Con la graduale capacità di introspezione racimolata dal Taijiquan, sono in grado di cambiare e risistemare lentamente il mio umore, e la mia interazione, e la condotta con l'intera società. Sono, a dire il vero, piuttosto irascibile. Attraverso la pratica del Taijiquan sto continuamente cambiando e correggendo me stesso.

 

I: Alcuni pensano ancora al Taijiquan come un'esercizio salutare per la mezza età e/o la vecchiaia. Quale pensa sia il modo migliore per coinvolgere i giovani?

CB: Credo che ci sia un malinteso. Chi lo pensa non conosce interamente la radice del Taijiquan, ed è stato fuorviato da un aspetto delle sue molte espressioni. Ma non dovrebbe neanche esser una visione negativa, siccome è stato accettato da quella parte della popolazione e i benefici per la salute sono ormai assodati. Considero tutto ciò come un successo della propaganda di massa su scala nazionale.

Per coinvolgere e reclutare gente giovane dobbiamo considerare:

1. I giovani hanno meno tempo libero dei pensionati. Il Taijiquan non può essere troppo costoso in termini di tempo dedicato, e al tempo stesso c'è una necessità di vedere dei risultati più rapidamente. Dobbiamo perciò avere un metodo conciso che sia adatto ai più giovani, un allenamento focalizzato che faccia emergere l'essenza.

2. Che deve essere moderno e di tendenza per poter, innanzitutto, interessarli. Lo Yoga ha avuto un gran successo grazie alla immagine di sé che ha saputo dare, un corpo bellissimo, con movimenti aggraziati e confortevoli, flessibile. Il Taijiquan potrebbe forse imparare qualcosa da questo, nel suo obiettivo di attrarre le persone. Ad esempio gli istruttori di Taijiquan devono presentare una certa immagine, i movimenti richiedono degli adattamenti, l'ambiente in cui praticare necessita di alcuni accorgimenti appropriati, etc., per essere in sintonia con l'attrazione per il trend e il moderno dei giovani.

 

I: Si dice che il Taijiquan sia un esercizio per la salute e non un sistema di combattimento. Qual è il Suo punto di vista?

CB: Le sue qualità come migliorativo della salute e i suoi effetti benefici sono indiscutibili e largamente riconosciuti. Non solo in termini di fisico ma anche per la salute mentale. La domanda principale è l'efficacia del Taijiquan inteso come abilità di combattimento.

Penso si debba considerare la cosa sotto vari aspetti. Per primo, viviamo in un'epoca molto diversa da quella della sua invenzione. Il Taijiquan venne creato in un epoca in cui la funzione principale era l'attaccare e il difendere a mani nude. Se quel modello di Taijiquan fosse trasferito all'attualità potrebbe esser diventato obsoleto ed estinguersi.

Il fatto che sia sopravvissuto fino a oggi è dovuto al fatto che la sua funzione principale sia passata a essere lo Yin-Yang.

La creazione del Taijquan, con i suoi processi mentali e per preservare la salute, è avvenuta per contrastare le ferite e i danni risultanti della pratica delle Arti marziali. Se l'aspetto legato al combattimento fosse rimasto il principale fino ai giorni nostri non sarebbe stato assimilato dalle masse e promosso dal governo. Il Taijiquan sta diffondendosi rapidamente per via dei suoi aspetti di miglioramento della salute e per l'essere attività adatta per mantenersi in forma, che sono diventate le sue nuove funzioni principali. D'altro canto il lato combattivo è attualmente sotto valorizzato. Non dovrebbe esservi nessun dubbio circa la sua efficacia. E' più una questione di quale sia l'aspetto su cui si sceglie di focalizzarci. Ci adattiamo ad un ambiente più grande di noi... Ci siamo allenati dalla più tenera età, prima per le competizioni di Taolu e più tardi per i contest di Tuishou. Gradualmente anche gli eventi di Tuishou si sono

ridotti. I nostri palchi possibili sono diminuiti di numero e i percorsi che portavano in quella direzione sono diventati sempre più stretti.

Gli esponenti, pur se di altissimo livello, del combattimento Taijiquan hanno poche vetrine. Come risultato, in molti hanno abbandonato questa strada e deciso di seguire il pubblico con la sempre crescente domanda di aspetti legati alla salute e alla forma fisica. Comunque, siccome l'arte si sviluppa, ci sono attualmente fasce di praticanti di Taijquan che stanno nuovamente studiando e sviluppando il lato marziale.

 

I: Qual è il ruolo giocato dal Taijiquan nella promozione della Cultura Cinese da parte della nazione e nel cosiddetto futuro Sogno Cinese?

CB: La Cina non è forte se cresce solo in forza economica. Un'economia non sostenuta da valori culturali è di breve durata. Credo che per realizzare il Sogno Cinese sia necessario investire molto in valori culturali della tradizione Cinese. La Cina si trova oggi in uno scenario fatto da una economia molto forte e un esercito piuttosto potente. Eppure ci troviamo a esser guardati dall'alto in basso da paesi molto più piccoli del nostro. E questo perché non siamo abbastanza forti verso i nostri valori culturali, e abbiamo bisogno di rivestirli di grande importanza e promuoverli attivamente.

Negli scambi culturali con le più forti nazioni civilizzate ci troviamo a affrontare molti problemi e a non essere accettati dall'Ovest. Penso che la cultura del Taiji, con il suo fulcro nella filosofia di equilibrio, inclusione, etc., sia un buon punto da cui partire per promuovere la nostra cultura ed esser accettati da altre nazioni. La mia speranza è che sia promosso a livello governativo-nazionale.

 

I: Qual è il dilemma più grande che si è trovato ad affrontare?

CB: La società di oggi ci pone di fronte a molti dilemmi. Dobbiamo cambiare la nostra cultura per adattarci alla tendenza del mercato, o resistere con fermezza e preservare la nostra cultura? In risposta alle condizioni dell'attuale società, cambiamo o no? In quali circostanze è giusto resistere con fermezza e in quali dobbiamo invece evolvere e cambiare? Queste non sono questioni semplici.

Fare entrambe le cose insieme può voler dire farle male entrambe.

 

Chen Bing, nato nel 1971, appartiene alla ventesima generazione di discenza diretta della famiglia Chen Taijiquan. Cresciuto dallo zio Chen Xiao Xing si allena da quando ha 5 anni. Nel 2007 ha fondato la scuola Chenjiagou International Taijiquan Academy in Chenjiagou.

Insegna in tutta la Cina e all'estero.

 

Traduzione di Claudio Penazzo, A.S.D. TAIJI-TO

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