Attraverso questi esercizi cercheremo prima di tutto di imparare a “raddrizzarci”, pre-condizione imprescindibile per la generazione, il libero fluire e la gestione della forza (Jin) / energia (Qi) nel nostro corpo: ad esso viene dedicata grande attenzione soprattutto nel primo periodo di pratica, in quanto il corpo, o meglio struttura è il laboratorio della nostra ricerca del Taiji; cercheremo di gettare fondamenta solide, costruire pareti dritte, angoli precisi, installare porte e finestre dove servono e posizionare le “attrezzature di ricerca” necessarie.
Nel primo anno di pratica sarà studiata gran parte della sequenza di esercizi preparatori sviluppati dal M° Pace: egli afferma che questi esercizi raccontano la storia stessa del Taiji Quan.
Si tratta di esercizi relativamente (e appositamente) semplici, la maggior parte a piedi fissi: i primi strumenti da introdurre nel nostro laboratorio. Tutti questi esercizi sono in qualche modo riconducibili al Qi Gong (lavoro sull’energia).
Sono divisi in sezioni:
ESERCIZI PREPARATORI
Hanno l’obiettivo di:
-allineare la struttura, l’intelaiatura del nostro corpo, secondo i principi tradizionali del Kung Fu
-rilasciare la struttura (termine più preciso rispetto a “rilassare”), cioè lasciare che il peso del nostro corpo, attraversandolo, scenda verso il basso e attraverso i piedi si trasferisca alla terra, unendoci con essa (ricerca del radicamento)
- allungare i muscoli
- aprire la articolazioni
-trasformare i tendini e, aggiungo, il sistema delle fasce muscolari
-favorire la connessione del corpo nel movimento, prima da un punto di vista strutturale (ogni articolazione si muove e lo fa sequenzialmente rispetto a quella che la precede e a quelle che segue), poi da un punto di vista energetico (gli snodi del movimento diventano da grandi - le articolazioni - sempre più piccoli fino a diventare puntiformi, come un filo di perle nel quale il movimento di una perla -il punto - genera il movimento della perla successiva).
Da notare che il lavoro sulla componente “elastica” della struttura (muscoli a diversi livelli di profondità, tendini e fasce) è molto rilevante e ci aiuta a capire che il Taiji non esclude l’uso attivo della muscolatura, che è una componente della struttura, ne sviluppa un diverso utilizzo: da fonte di forza (contrazione / estensione) e protezione dalle iper-estensioni (muscoli antagonisti) a
componente della generazione progressiva e della trasmissione della forza stessa (l’intelaiatura ossea e articolare è allineata e “aperta” e i muscoli allungati per non fermare il passaggio della forza, i tendini e le fasce si trasformano per supportarne lo scorrere). Prescindere dall’uso (“Taiji”) della muscolatura è come guidare con un occhio chiuso avendone due funzionanti.
ESERCIZI PER L'ESPANSIONE E LA CONTRAZIONE DELLA STRUTTURA
Questi esercizi focalizzano l’intenzione su una delle componenti fondamentali del movimento Taiji,sempre ricordando che parliamo di uno strumento di apprendimento, perché nella realtà nessuna delle componenti è scindibile dalle altre e dagli effetti sistemici prodotti dall’interazione tra le componenti stesse.
L’intenzione (Yi) dirige la forza / energia (Qi) dal centro (Dan Tian) alla periferia del corpo, Qi riempie e sostiene la struttura generandone una fase di espansione fino alle estremità; Yi richiama Qi dalla periferia verso il Dan Tian, Qi, tornando, genera una fase di contrazione (non muscolare!!) /ritorno/chiusura della struttura verso il centro. Praticando questi esercizi l’allievo prenderà anche confidenza con la seconda componente fondamentale del movimento Taiji: l’oscillazione del centro.
ESERCIZI DI ZHANSI JIN (Forza avvolta come un bozzolo di seta)
Questi esercizi focalizzano l’intenzione sulla terza componente fondamentale del movimento Taiji: la spirale, intesa come risultante di tutte le componenti precedenti: una struttura allineata e rilasciata, quindi pesante (come una montagna) nella sua parte inferiore e fluida (come l’acqua) nella sua parte superiore, nella quale Yi è in grado di dirigere Qi verso e da ogni parte del corpo, aprendolo e facendolo tornare verso Dan Tian e mantenendolo sempre aperto allo scorrere delle forze fondamentali della natura, ebbene tutto ciò genera un movimento che parte da “un punto” e si espande fino alle (o ritorna dalle) estremità del corpo, che vengono “ruotate” in senso orario o antiorario dalla rotazione (e oscillazione) del centro in relazione alle fasi di espansione(Shun Zhansi Jin) e contrazione (Ni Zhansi Jin) originate dalla catena “Yi, Qi, struttura (Li)”: il movimento è puntiforme nel centro e forma spirali tanto più evidenti quanto più ci si approssima alle estremità della struttura, proprio come un filo di seta che si dipana dal bozzolo, disegnando spirali che si muovono nello spazio. Le ultime due serie di esercizi preparatori (Fa Jin - emissione di forza esplosiva - e principi del movimento nel combattimento Taiji) saranno introdotti nel secondo anno di pratica.